«Biscottificio? Sì, ma al nucleo industriale»
I comitati chiedono al Comune chiarimenti sul futuro dell’insediamento ex Sercom di Sassa
L’AQUILA. «Esiste un piano industriale condiviso con l’amministrazione comunale»? Non si placa il dibattito intorno al progetto di realizzare un biscottificio all’interno dell’ex Sercom di Pagliare di Sassa.
Mentre il Comune spiana la strada al riutilizzo industriale dell’immobile di 25mila quadrati, i residenti della frazione si interrogano sul futuro dell’area. Dopo il no arrivato dal Comitato di partecipazione territoriale al cambio di destinazione d’uso già approvato dalla giunta comunale e dalla commissione Territorio, vengono poste sul tappeto altre proposte, che non escludono la creazione di nuovi posti di lavoro, puntando sul sociale. Il biscottificio, secondo gli abitanti di Sassa, potrebbe essere ospitato nei capannoni liberi dei siti industriali di Sassa, Pile o Bazzano. Ma intanto i cittadini tornano a chiedere trasparenza. «Come cittadini», afferma Dario Verzulli, presidente dell’associazione «Autismo Abruzzo onlus» e portavoce dei residenti, «chiediamo informazioni che una amministrazione dovrebbe fornire e garantire a tutti. Qual è l’azienda che vuole realizzare questa attività? Quale la somma che intende investire? Esiste un piano industriale ufficiale condiviso con l’amministrazione? E a quanto ammonta il contributo pubblico dei fondi del 4% destinato alle aziende che investono nel cratere? Sono domande», sottolinea Verzulli, «che andavano poste dai consiglieri comunali della commissione Territorio e spero verranno poste in consiglio comunale». L’ultima parola, sul cambio di destinazione d’uso dell’ex Sercom e sul permesso a costruire in deroga, spetta ora all’assise comunale. Ma ci sono diversi aspetti da chiarire, oltre ai dettagli del piano industriale del biscottificio.
Come la possibilità di reperire fondi per la riqualificazione dell’intera area di 140mila metri quadrati.
«L’area della Sercom con l’annesso progetto Case», spiega Verzulli, «è di proprietà esclusiva del Comune dal 3 aprile 2012, per effetto del Decreto del presidente del consiglio dei ministri 1462. La riqualificazione dell’area è una fase necessaria in ogni caso. Per il progetto sociale ci sono diversi modi di sostenere l’adeguamento e la necessaria sostenibilità nel tempo. Basta documentarsi sui fondi europei diretti e quelli gestiti dalla Regione Abruzzo, parte dei quali, unitamente a fondi nazionali, sono stati distribuiti nel Masterplan. Nessuno ha chiesto un contributo per l’area ex ospedaliera di Collemaggio», sottolinea Verzulli, «ma dal Masterplan arriveranno 10 milioni di euro, senza che esista il minimo progetto da realizzare». Il sindaco Massimo Cialente vuole che nello stabile nato 15 anni fa come mega centro commerciale venga insediata un’azienda capace di portare nuova occupazione: se la ditta di Milano specializzata nella produzione di biscotti non fosse più interessata, c’è comunque un avviso pubblico per individuare altre società pronte a presentare un’offerta.
Romana Scopano
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