«Blitz del cardinale, gesto straordinario»

L’avvocato aquilano Grimaldi e il musicista teramano Melozzi testimoni del porporato che ha riattaccato la corrente
L’AQUILA. «Si è avvicinato e poi ha chiesto di indicargli dove si trovava la botola del contatore visto che intendeva riattaccare egli stesso la corrente». Chi parla è l’avvocato aquilano Fabio Grimaldi, uno dei testimoni oculari di un evento che ha fatto il giro del mondo: la riattivazione dell’energia elettrica nel palazzo occupato da Spin Time Labs di via Santa Croce in Gerusalemme, da parte del cardinale elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski.
«Quando il porporato è entrato nella botola che portava alla cabina elettrica», aggiunge il legale, che esercita soprattutto a Roma, «ci siamo chiesti come se la sarebbe cavata in mezzo ai fili elettrici. Poi, però, abbiamo capito come abbia fatto a districarsi: prima di diventare prete faceva l’elettricista». L’avvocato aquilano non si trovava lì per caso. Egli, infatti, sostiene e condivide lo spirito di queste iniziative e, quando è servito, ha dato dei pareri legali e consigli per aiutare chi porta avanti questa esperienza. Il palazzo che, è stato al buio dal 6 maggio fino a ieri, ospita oltre 400 persone, di cui un centinaio di minorenni, oltre a numerose associazioni e attività ludico-culturali. La richiesta di stacco della corrente, senza preavviso, è giunta, secondo quanto poi comunicato agli occupanti, a causa di una morosità della proprietà di 300mila euro.
«Il fatto che il cardinale, il quale si è addossato qualsiasi responsabilità penale», commenta il legale, «abbia agito di sua iniziativa, ma con il benestare del Papa, è un gesto rivoluzionario ancora più importante. Di certo qui ci sono forme di solidarietà ben riuscite grazie al lavoro del volontariato laico e religioso che sono da prendere ad esempio. Qui si fanno attività di ogni tipo, teatrali, artigianali, si insegnano mestieri a immigrati che, in tal modo, possono inserirsi nel lavoro. Sarebbe bello che qualche regista facesse un film su questa realtà. Preciso che non si tratta certo di un luogo degradato».
Ma anche un altro abruzzese era presente al fatto. Si tratta di Enrico Melozzi, compositore teramano di 42 anni, con esperienze anche a Sanremo, che in un post racconta la sua esperienza.
«Ero lì quando il cardinale è arrivato», racconta, «e quasi non ci credevo quando l’ho visto introdursi nella cabina e riattivare la corrente elettrica. È stato come assistere all’opera di un angelo, una sensazione che non dimenticherò facilmente. Non sono abituato a vedere persone potenti, cioè persone che hanno un reale potere in mano, fare la costa giusta. Lui è arrivato, ha scaricato dall’auto doni di ogni genere e ha chiesto dove erano i contatori. È stata una cosa straordinaria, direi quasi struggente».
Melozzi è stato anche tra i protagonisti dell’occupazione civile del teatro Valle a Roma.
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