Blitz del Nas al pronto soccorso Ore di attesa in spazi angusti

L’ispezione dei carabinieri fa emergere criticità. Il sindaco lancia l’allarme e scrive a Regione e Asl Di Pangrazio: «Servono l’adeguamento strutturale e l’impiego di risorse umane e finanziarie»
AVEZZANO. Una sala d’attesa super affollata, con spazi angusti, senza finestre e con una promiscuità fra uomini e donne. Oltre a una logistica inadeguata che comporta attese di ore per i malati. E personale che si accolla una enorme mole di lavoro. La situazione di disagio che quotidianamente vive il pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano non rappresenta una novità, considerate le tante proteste del passato. Ma stavolta le criticità emergono in un verbale dei carabinieri del Nas di Pescara (si tratta del secondo blitz in nove mesi). Rapporto che al termine dell’ispezione è finito anche sulle scrivanie del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che rappresenta anche l’autorità sanitaria locale, e del direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera.
Di Pangrazio, alla luce delle «importanti criticità» segnalate dai carabinieri, ha inviato una lettera sia alla Regione che ai vertici dell’azienda sanitaria provinciale per sollecitare interventi.
«Il pronto soccorso di Avezzano merita una maggiore attenzione da parte della Regione Abruzzo e della direzione sanitaria locale», sottolinea il sindaco «dal verbale del Nas di Pescara sono emerse importanti criticità relative all’unità operativa d’emergenza, tra cui la mancanza di spazi e la logistica inadeguata. Il pronto soccorso di Avezzano registra 56mila accessi annui, gli stessi di Chieti, e 20mila in più rispetto a quelli dell’Aquila. E il nostro ospedale è l’unico riferimento per un bacino di oltre 140mila abitanti, per non parlare di tutti i cittadini che arrivano dalle zone di Sora, Frosinone, Rieti e Tivoli. Abbiamo bisogno di maggiori risorse umane e finanziarie, di locali più idonei per il rispetto di tutti i pazienti e per la considerazione di tutti gli operatori sanitari che già dalle prime ore della mattina, si trovano a gestire, in media, sei, sette persone anche in condizioni gravi, che sostano in standby nelle sale del presidio dalla sera prima, senza avere ancora un posto letto a disposizione».
Il sindaco snocciola un po’ di numeri. «All’ospedale di Avezzano», sottolinea Di Pangrazio, «i posti letto disponibili sono circa 220, contro i 400 di Chieti e i 350 dell’Aquila. Per questo sarebbe opportuno puntare all’ampliamento dell’unità operativa semplice Osservazione breve intensiva (Obi, ndr) che attualmente conta soltanto sei posti letto. A Chieti, il pronto soccorso ha gli stessi accessi di Avezzano, ma ha in forza cinque medici e una Obi da 15 posti letto. Se ad Avezzano venisse valorizzata potrebbe permettere la fluidità del reparto, evitando il forte affanno che attualmente affronta il personale sanitario. Gli accessi sono continui, con un rilevante incremento nei fine settimana, sia nella stagione invernale che in quella estiva. E, di certo, con due medici, quattro infermieri che escono anche con le ambulanze e due operatori socio sanitari, la situazione diventa di estremo disagio».
Questa la situazione segnalata da Di Pangrazio, che lancia un Sos. «Il mio appello lo rivolgo all’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, e al direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, affinché, anche alla luce dell’ispezione dei carabinieri del Nas, accelerino gli interventi per l’adeguamento strutturale del nostro pronto soccorso», conclude il sindaco di Avezzano, «prevedendo l’impiego di maggiori risorse umane in grado di garantire un servizio di emergenza e assistenza consono alle esigenze del territorio».
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