Blitz delle forze speciali Sgomberata la casa occupata

24 Marzo 2016

Rosa e la bimba di sei mesi hanno lasciato l’appartamento su decisione dell’autorità giudiziaria La giovane donna ha avuto una crisi nervosa ma poi si è ripresa. Ora è ospite di alcuni parenti

AVEZZANO. Rosa e la sua bambina di sei mesi sono state sfrattate, sono di nuovo senza casa.

Ieri mattina, la polizia locale di Avezzano, supportata da un imponente schieramento di forze dell’ordine, ha dato esecuzione a un provvedimento firmato dal giudice del tribunale di Avezzano, che prevedeva il sequestro preventivo dell’immobile che la giovane aveva occupato da circa 15 giorni, insieme alla sua piccola.

Grida, pianti e disperazione. È stata una mattinata stracolma di tristezza quella vissuta davanti alla palazzina dell’Ater in cui convivono decine di famiglie di migranti, di diverse nazionalità ed etnie insieme ad alcune italiane. Sono circa le 8.30 e nelle strade intorno a via Mattarella ci sono tante auto in sosta e in movimento; da poco, infatti ha aperto le porte lo stabile Noesis, che ospita diverse scuole della città. Le auto di vigili, carabinieri e polizia arrivano insieme a un mezzo del reparto della celere di Roma. Con loro l’ambulanza della Croce Rossa, in servizio al 118 e un’altra della Misericordia, arrivata da Luco dei Marsi.

In azione una settantina di uomini, una parte rimane a presidiare l’area esterna, una parte entra per sgomberare l’appartamento. Non appena gli agenti raggiungono la giovane, le sue urla “squarciano” l’intero quartiere. La 24enne si sente male e alcuni uomini richiedono l’intervento dei sanitari che raggiungono Rosa Morelli al terzo piano. Nel frattempo dalla palazzina mamme e papà di diverse nazionalità iniziano ad uscire per accompagnare i bambini a scuola. I bimbi passano tra gli uomini in divisa e sgranano gli occhi, tra le grida e la disperazione degli altri parenti della 24enne di origine rom. Ormai la giovane è fuori sè, scende nel terrazzino da cui si accede all’ingresso e inizia a inveire contro i rappresentanti dell’Ater con i quali c’è anche Laura Ottavi, dirigente del settore sociale del Comune di Avezzano.

«Lo sapevate che ero entrata in questa casa», grida la giovane madre contro di loro, «mi avevate rassicurato e guardate ora invece che mi state facendo. Avezzano è piena di case occupate e di abusivi, perché tutto questo solo per me? Perché deve venire Salvini?», continua, «io sono italiana. Ho lavorato a Fucino per 20 euro al giorno, ho raccolto le patate. Non ho più un lavoro e non ho soldi. Perché a me non spetta una casa? Perché a me non possono darla? Per la paura e l’agitazione mi è andato via il latte. Non posso più allattare la mia bambina. Chi le darà ora da mangiare?». Intanto al terzo piano la polizia locale con il supporto degli altri agenti ha murato la porta. «Per comprare la porta nuova mi ero fatta prestare i soldi», conclude Morelli. Intorno a lei si raccolgono cugine e zie che cercano di rasserenarla dicendole che la accompagneranno in Comune. Intanto le forze dell’ordine iniziano a diradarsi. «Vergogna, vergognatevi», urla tutta la famiglia sulle scale, «siete venuti a gettare fuori una ragazza e sua figlia». Infine, sulla celere il lancio di uova e pomodori.

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