«Bloccare le imposte comunali» Grido d’aiuto di Confcommercio

Il presidente Montaldi e altre associazioni preparano un documento per il commissario Passerotti: «Decine di attività chiuse a rischio fallimento: non si sa come pagare affitti, stipendi e merce in arrivo»
AVEZZANO. Stop alla Tari, alla Tasi e a tutte le imposte comunali. È diretta la richiesta che Giuliano Montaldi, presidente di Confcommercio Avezzano, sta approntando insieme alle associazioni di categoria della città per aiutare le attività produttive a far fronte all’emergenza coronavirus. Alla luce dell’ultimo decreto contro la diffusione del Codiv-19 le strade di Avezzano sono diventate spettrali. I negozi hanno abbassato le saracinesche proprio come richiesto dalle autorità nazionali. La preoccupazione è per il futuro.
I PROVVEDIMENTI. «Sono aperti supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie, ferramenta e qualche meccanico fuori dal centro», ha commentato il presidente Montaldi, «per il resto è tutto chiuso. La sensibilità per evitare la diffusione del virus era stata dimostrata da tanti commercianti già prima dell’ultimo decreto, perché dopo alcuni confronti in associazione, già martedì, parecchi avevano deciso di chiudere. A tutti coloro che hanno chiuso abbiamo chiesto di darne comunicazione tramite Pec al Suap del Comune».
LE PREOCCUPAZIONI. «Si è disorientati», ha continuato Montaldi, «nonostante si cerchi di essere ottimisti, molti colleghi mi chiamano e chiedono che cosa devono fare. Certo, la situazione non è allarmante come al Nord, ho avuto modo di sentire colleghi di Bergamo letteralmente disperati, ma anche qui si inizia a temere. Il nostro territorio marsicano è fragile, delicato, con situazioni difficili da affrontare. Veniamo da un periodo duro dal quale a fatica stavamo cercando di risollevarci e ora questo virus ci ha messo in ginocchio. Molte piccole attività non sanno come pagare le spese vive, gli stipendi dei dipendenti, gli affitti e la merce che sta per arrivare».
ECCO LA PROPOSTA. Montaldi, insieme agli altri rappresentanti delle associazioni di categoria, sta preparando una serie di richieste da presentare al commissario prefettizio, Mauro Passerotti, per un immediato aiuto alle attività commerciali del territorio. «Il problema che più mi rappresentano i colleghi è la paura dello spettro del fallimento della propria azienda», ha concluso Montaldi, «ci sono decine di attività che non riescono a pagare Inps e Iva. Tramite la Confcommercio nazionale sono state presentate al governo delle richieste per sospendere queste imposte, noi come locali cercheremo di fare la nostra parte. Stiamo preparando un documento, insieme ai colleghi delle altre associazioni, per chiedere al commissario Passerotti di sospendere le tasse comunali come Tari, Tasi o altro. Il commissario può agire in questo senso e può aiutarci, altrimenti per molti sarà la fine».
LE AZIENDE. Intanto Augusto Bisegna e Antonello Tangredi della Fim-Cisl hanno lanciato un appello alle aziende del territorio: «Chi non è in grado di garantire gli standard minimi di sicurezza deve chiudere. Serve maggiore responsabilità nell’applicazione delle disposizioni del decreto anche nei luoghi di lavoro».
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