Bloccati i 35 milioni di euro per il nuovo municipio

11 Agosto 2016

E intanto l’Ente spende un milione di euro l’anno per pagare gli affitti De Santis (Idv): «Rischiamo di perdere il finanziamento perché il Pd non decide»

L’AQUILA. Sono fermi in bilancio da tre anni, i 35 milioni di euro stanziati dal Ministero per la costruzione della nuova sede (da definire ancora dove). In compenso, il Comune dell’Aquila continua a spendere un milione 139.856 euro ogni anno per pagare i fitti a cinque società che hanno concesso in locazione spazi dove dislocare i vari uffici. E così, un cittadino che deve sbrigare due o tre pratiche, è costretto a perdere una giornata per spostarsi tra via Roma, via XXV Aprile, via Rocco Carabba, via Avezzano e via Nurzia. È dello scorso 1° agosto la determina dirigenziale con la quale viene rinnovato il contratto di locazione con la società Emerald 75, proprietaria dello stabile in via Rocco Carabba, dove si trovano gli uffici del sociale, quelli del diritto allo studio e la cultura. Il costo che l’amministrazione sopporterà fino al 31 dicembre è di 83.479 euro. Tempo fa il Comune aveva emanato un bando per la ricerca di un nuovo immobile da affittare dove riunire gli uffici attualmente dislocati tra via Carabba. via XXV Aprile e via Nurzia, che costano complessivamente più di 550mila euro l’anno. La scelta era ricaduta sulla ex Standa, in corso Federico II. Era stato detto che entro l’estate vi sarebbero stati trasferiti molti uffici. Sembrava cosa fatta, al punto che qualcuno aveva assicurato che il trasloco sarebbe stato completato entro giugno. Invece, ad agosto inoltrato, si scopre che è stato rinnovato il contratto per il fitto dei locali di via Carabba fino al 31 dicembre del 2016. Che sia sfumata l’operazione ex Standa, per la quale era previsto un impegno pari a 270mila euro l’anno, al netto di Iva? Tra gli attuali “padroni di casa” del Comune, per quanto riguarda gli uffici di via Nurzia, c’è anche la società di un noto imprenditore finito agli arresti domiciliari a luglio del 2014 nell’ambito dell’operazione “Dirty Job”, della procura distrettuale antimafia, che indagava sullo sfruttamento di operai nei cantieri della ricostruzione, inviati dai casalesi. L’imprenditore ha già patteggiato la pena di un anno e otto mesi. «Questa storia dei fitti passivi è una vergogna», commenta Lelio De Santis, coordinatore regionale dell’Idv ed ex assessore comunale al bilancio. «I 35 milioni che servono per costruire la nuova sede sono pronti per essere spesi, ma non si muove una paglia per attriti tutti interni al Pd, col rischio reale di perdere il finanziamento. Intanto i cittadini continuano a vagare per la città, tra un ufficio e un altro, e il Comune continua a spendere più di un milione l’anno per i fitti passivi. Dovrebbe intervenire la Corte dei conti».

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