Bloccati i permessi alla ditta di gomme devastata dal rogo

PRATOLA PELIGNA. Revocate le autorizzazioni alla società Adria Abruzzo: rischia di saltare il progetto per fare prodotti di grandi dimensioni utilizzando la plastica riciclata. La nuova prospettiva...
PRATOLA PELIGNA. Revocate le autorizzazioni alla società Adria Abruzzo: rischia di saltare il progetto per fare prodotti di grandi dimensioni utilizzando la plastica riciclata. La nuova prospettiva di vita per il deposito di gomma di Pratola Peligna, andato a fuoco lo scorso anno, non ha superato le richieste della Regione Abruzzo. A giocare a sfavore della società proprio la presenza cumuli di gomme andate a fuoco nell’incendio e ancora presenti nel deposito, il mancato ripristino degli impianti di raccolta delle acque e l’assenza di una sostanziale bonifica del sito. Elementi a cui si aggiungono anche le richieste fatte dall’amministrazione comunale di Pratola Peligna che segnalava la «riluttanza della ditta alla regolarizzazione dell’attività pericolosa», più tutta una presunta serie di inadempienze da parte della società che al momento, non fanno presupporre nemmeno una rapida soluzione della vicenda. Soprattutto mancherebbero ancora interventi per una definitiva bonifica. Quest’ultima, infatti, sarebbe dovuta avvenire prima dell’avvio della nuova vita dello stabilimento. Inoltre, un ulteriore sopralluogo sul sito era stato previsto per oggi, ma dato il maltempo potrebbe slittare a data da destinarsi. Il progetto per la realizzazione di oggetti di grandi dimensioni come: cordoli, dissuasori di velocità e altro da ricavare dalla plastica usata era stato presentato solo qualche mese fa. Per questo c’era stato anche un finanziamento dell’Unione Europea e una collaborazione tra l’European Tyre recycles association e l’Università di Tor Vergata. Ora, la doccia fredda che potrebbe portare a un allungamento dei tempi o all’accantonamento del progetto di rinascita del sito di Pratola. Una soluzione potrebbe arrivare da una rapida bonifica della zona interessata dall’incendio lo scorso luglio che, tra l’altro continua a rappresentare una fonte di preoccupazione per gli abitanti della Valle Peligna. Federico Cifani
©RIPRODUZIONE RISERVATA

