Bloccato con la cocaina sotto i piloni autostradali

Blitz della squadra Mobile a San Giuliano dove è stato fermato un 29enne Sequestrati 4mila euro nella casa del sospettato e un bilancino di precisione
L’AQUILA. Bloccato l’ennesimo spacciatore di droga da parte della polizia: si tratta di Azem Proshka, albanese di 29 anni, che dopo la convalida del fermo di polizia giudiziaria da parte del gip del tribunale, è stato sottoposto all’obbligo di presentazione in questura e all’obbligo di dimora.
In particolare, verso le 19 di giovedì scorso, gli investigatori della squadra Mobile, impegnati in un servizio di polizia giudiziaria disposto per la prevenzione e la repressione del traffico di stupefacenti, hanno notato un’auto parcheggiata sotto i piloni dell’autostrada in via San Giuliano: dall’automobile è uscito un uomo, già conosciuto ai poliziotti per i propri precedenti in materia di stupefacenti, per i quali era già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora all’Aquila.
Gli agenti, a quel punto, sono intervenuti per controllare l’albanese che, nell’immediatezza, ha tentato di disfarsi di un involucro nero ricoperto di nastro isolante e di un pacchetto di sigarette, contenete tre involucri di cellophane con all’interno della cocaina, che sono stati subito recuperati.
Dopo una lunga ricerca, inoltre, gli investigatori hanno scoperto nelle immediate vicinanze, ben occultati sotto una pietra, un bilancino di precisione digitale e un astuccio di lucidalabbra che, all’interno, conteneva altre quattro dosi di cocaina considerata di buona qualità: la droga, del peso complessivo di circa cinque grammi, e il bilancino di precisione sono stati sequestrati.
Nel corso della successiva perquisizione, inoltre, il sospettato è stato trovato in possesso della somma di 370 euro, mentre nell’abitazione sono stati scovati altri 3.500 euro: il denaro è stato sottoposto a sequestro, d’intesa con i magistrati, poiché probabile provento dello spaccio di cocaina.
Questo anche in considerazione del fatto che lo straniero non svolge alcuna attività lavorativa.
E, in particolare, non è stato in grado di dare una spiegazione credibile di come avesse ottenuto quei soldi. Sono in corso indagini, anche sulla scorta dei contatti telefonici dello straniero, per capire chi siano i suoi interlocutori sotto il profilo dell’approvvigionamento e dello smercio della sostanza stupefacente.
Nel corso del procedimento l’albanese è assistito dall’avvocato Francesco Valentini mentre il titolare dell’inchiesta è il pm Fabio Picuti.
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