Bocche di Forli, soldi per riaprire la discarica

Castel di Sangro, l’impianto di compostaggio sarà dotato di una tecnologia all’avanguardia
CASTEL DI SANGRO. Riaprirà a Castel di Sangro la discarica di Bocca di Forli chiusa nel 2015 per il grave rischio di inquinamento ambientale. A finanziare la struttura sarà la Regione, che ha destinato per l’ammodernamento dell’impianto di compostaggio un finanziamento di 1 milione 600mila euro, assegnati nel 2016 dal Cipe grazie al Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 (aree tematiche nazionali e obiettivi strategici). E lo farà avvalendosi della tecnologia Refolo, un processo a basso impatto ambientale che converte la spazzatura in combustibile con grandi vantaggi per l’economia e l’ambiente. L’impianto di compostaggio, di proprietà della Comunità montana dell’Alto Sangro, è destinato a riaprire le porte per trattare e smaltire i rifiuti indifferenziati non solo della cittadina ma anche dei 13 comuni limitrofi montani. «Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato nel campo dello smaltimento dei rifiuti», commenta il sindaco Angelo Caruso, «poiché tutto ciò porta Castel di Sangro all’avanguardia nel settore del riciclaggio grazie al progetto di ammodernamento tecnologico dell’impianto di Bocca di Forli che in futuro non solo non provocherà inquinamento ma non ci sarà emissione di cattivi odori come purtroppo è avvenuto in passato». L’impianto, grazie alla nuova tecnologia, impiegherà energia meccanica per polverizzare, attraverso una macchina chiamata mulino, il pattume precedentemente triturato e selezionato. Il materiale che ne uscirà, quando non è riciclato nelle filiere dei consorzi come materia prima, diventerà combustibile per generare energia termica da utilizzare poi in impianti di valorizzazione energetica, centrali elettriche e di gassificazione.
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