Bocciata la maxi-azienda nel Parco

28 Marzo 2023

Il progetto a Capestrano: sentenza del Tar confermata dal Consiglio di Stato

CAPESTRANO. Il Consiglio di Stato ha confermato una sentenza del Tar Abruzzo del 2019 che aveva respinto il ricorso di una società agricola di Capestrano alla quale la Soprintendenza aveva negato il nulla osta ambientale e il permesso di costruire in relazione al progetto che prevedeva la realizzazione di una cantina vitivinicola. I terreni su cui doveva sorgere la struttura, si leggeva nella sentenza, «risultano posizionati all’interno del Parco Gran Sasso e Monti della Laga in zona agricola a sviluppo controllato del piano regolatore (Pre) del Comune di Capestrano in base al quale è consentito realizzare edifici residenziali, impianti produttivi e quant’altro previa acquisizione dei pareri degli Enti preposti alla tutela dei vincoli sovraordinati». Il Tar respingendo il ricorso aveva convenuto con le ragioni della Soprintendenza: la zona si trova «alle pendici della catena del Gran Sasso e attestato in prossimità del fiume Tirino, caratterizzato a tutt’oggi dalla prevalenza di un assetto naturale e rurale scarsamente antropizzato, ricompreso nel perimetro del Parco Gran Sasso e Monti della Laga; la vallata presenta borghi storici, è solcata dal Tirino e presenta pregevoli episodi di architettura monumentale. In questo quadro devono condividersi le considerazioni della Soprintendenza per cui – nonostante il tetto giardino – una costruzione con un’amplissima superficie (10.000 metri quadri) che si erge mediamente di più di 5 metri sul piano di campagna al centro di una vallata del tutto intatta avrebbe avuto un impatto che finirebbe per compromettere del tutto i valori paesaggistici di uno scenario di grande bellezza». Il Consiglio di Stato nel confermare la sentenza del Tar afferma che «risulta palese come l’amministrazione, nel motivare il parere negativo, abbia adeguatamente fatto rilevare come la volumetria dell’insediamento risulti eccessiva per una zona compresa in un Parco nazionale che, sia pure suscettibile di trasformazione, è qualificata di elevato pregio ambientale ed è priva di significative presenze antropiche». (g.p.)