Bolletta ingiusta, vince il cittadino

25 Luglio 2016

Il giudice di pace revoca il decreto ingiuntivo: fornitura mai goduta

AVEZZANO. Una volta tanto il consumatore tartassato ha avuto la sua rivincita in tribunale. La vicenda ha come protagonista Walter Marcello di Avezzano che, a seguito di un decreto ingiuntivo, era stato condannato a versare 1834 euro all’Eni per il mancato pagamento di una bolletta del gas. Il problema è che l’uomo non aveva mai goduto della fornitura. Di fronte a quella che riteneva una palese ingiustizia, il malcapitato si è rivolto agli avvocati Renzo Lancia e Salvatore Braghini, che si sono opposti al decreto ingiuntivo del giudice di pace di Avezzano. Gli avvocati hanno contestato le scritture contabili prodotte in giudizio dalla società e persino l’esistenza del contratto di somministrazione. Il giudice Stefano Bona, nel rilevare che l’Eni, mediante il deposito delle fatture, non ha fornito prova dell’esistenza del contratto, e nemmeno del suo contenuto, ha stabilito che ciò contrasta con le norme sulle attività di vendita al dettaglio di gas naturale. Il distributore, infatti, ha la responsabilità della raccolta dei dati di misura del gas, e deve metterli a disposizione di ciascun utente del servizio di distribuzione. Poiché così l’Eni non ha fatto, il giudice ha revocato il decreto ingiuntivo, condannando la società anche al pagamento delle spese.

Grande soddisfazione hanno espresso gli avvocati Lancia e Braghini, per i quali «la vittoria di un consumatore dinanzi a un colosso come l’Eni denota da una parte che la garanzia del consumatore è ben incardinata nel nostro ordinamento, e dall’altra che, come insegna questo caso, non bisogna mai arrendersi dinanzi a bollette sospette in cui i periodi di fornitura, le voci e gli importi relativi all’utenza siano poco chiari, attivando senza indugio tutti gli strumenti di tutela a disposizione».

Pietro Guida

©RIPRODUZIONE RISERVATA