Bollette del Progetto Case Tutto rinviato a settembre

I contabilizzatori per il rilevamento dei consumi saranno installati entro l’estate per rispettare la normativa che prevede nuove modalità di pagamento
L’AQUILA. È con l’ordinanza che impone lo spegnimento degli impianti termici, a partire da oggi, che il Comune pensa di salvarsi in corner dall’affaire contabilizzatori. Il problema dei dispositivi per il rilevamento dei consumi individuali da reinstallare nel Progetto Case, dunque, viene “rimandato” a settembre, data entro la quale l’assessore alle finanze, Giovanni Cocciante, spera di trovare un po’ di soldi e poter bandire una gara. Se così non sarà, ecco profilarsi un autunno difficile, visto che dallo scorso 1° aprile è entrata in vigore la norma secondo la quale i pagamenti per il gas da riscaldamento devono essere calcolati sulla scorta dei consumi individuali effettivamente rilevati. In mancanza dei contabilizzatori, infatti, come sarà calcolato l’ammontare delle bollette? Lo spegnimento delle caldaie non risolve però il problema della contabilizzazione dei consumi di acqua calda sanitaria. Quali somme saranno richieste ai cittadini? E sulla scorta di quale principio giuridico si andrà a sanzionare chi non paga? Il problema viene da lontano, perché i contabilizzatori, in origine, erano già presenti nei 4.448 alloggi del Progetto Case che nel 2012 sono passati sotto la gestione del Comune. Alcuni di questi non funzionavano, altri sono stati manomessi, altri danneggiati di proposito. Sta di fatto che, secondo l’ex assessore Lelio De Santis, qualcuno nel 2012 doveva controllare cosa effettivamente il Comune stava prendendo in carico dalla Protezione civile. «Ricordo che le prime letture furono fatte in base ai contabilizzatori, ma l’attività fu svolta senza le dovute competenze, portando a dati drogati. Addirittura il 42% dei consumi», afferma, «fu ricondotto agli appartamenti al piano terra, quelli con la maggiore dispersione termica, non certo per colpa di chi li abita. Molti dispositivi risultavano danneggiati. In questi anni, cosa è stato fatto? Ecco perché Bertolaso dice che il Comune non fa manutenzione. Avevo cominciato a mettere fondi in bilancio per la manutenzione straordinaria del Progetto Case, tant’è che nel bilancio 2015 a questo scopo erano stati appostati ben cinquecentomila euro».
Altri quattrocentomila, invece, sono stati stanziati per la manutenzione ordinaria. Poi, nel 2015, il Comune ha deciso di chiudere le utenze ai morosi.Un’operazione tutt’altro che esente da costi, visto che secondo De Santis sono stati impegnati 150mila euro.
Angela Baglioni
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