Bollette e canoni mai pagati: scatta l’inchiesta della Finanza

3 Marzo 2021

Ammontano a 20 milioni i crediti che il Comune vanta dagli inquilini degli alloggi post sisma La giunta corre ai ripari e con una delibera affida il recupero dell’evasione all’Agenzia delle entrate

L’AQUILA. La Procura della Corte dei Conti ha delegato alla Guardia di finanza le indagini sulla mancata riscossione dei canoni e delle bollette sui consumi relativi al Piano Case, i quasi 5.000 alloggi realizzati nel post sisma 2009 per far fronte all’emergenza abitativa. Il Comune dell’Aquila ha crediti nei confronti degli inquilini per circa 20 milioni di euro. La notizia dell'indagine è stata data ieri mattina dal vicesindaco e assessore al Bilancio Raffaele Daniele nel corso della seduta della Commissione programmazione e bilancio, presieduta dal consigliere Luigi Di Luzio. L’indagine della Finanza ha “costretto” la giunta a votare una delibera (ieri approvata in Commissione con venti voti favorevoli su trenta attraverso il cosiddetto voto ponderato) con la quale il Comune incarica l’Agenzia delle entrate alla riscossione coattiva dei soldi finora non versati. In sostanza il Comune fornirà all’Agenzia i nomi dei debitori, il tutto andrà a ruolo e chi non pagherà rischierà pignoramenti. All’Agenzia andrà una percentuale su quanto riscosso. La seduta in commissione è stata molto vivace. Uno scatenatissimo Giorgio De Matteis (Forza Italia) ha accusato l’ex giunta guidata da Massimo Cialente “per il disastro piano Case” e non potendosela prendere direttamente con l’ex sindaco se l’è presa con Lelio De Santis, consigliere comunale di opposizione ed ex assessore al bilancio di Cialente (se pur per un breve periodo) con il quale ha avuto un “vivace” battibecco. Tra l’altro è emerso che il Comune non invia dal 2018 agli inquilini le bollette relative ai consumi (che il Comune paga però regolarmente ai fornitori dei servizi coi soldi di tutti). La delibera ora passa al consiglio comunale. La Corte dei Conti si è mossa dopo che qualche mese fa la Commissione garanzia presieduta dal consigliere Giustino Masciocco le aveva inviato una relazione (datata maggio 2020) messa a punto dagli uffici comunali da cui risultava una situazione ormai fuori controllo riguardo alla gestione del Progetto Case. Dalla relazione risultava che il Comune dal 2010 (quando ha preso in carico gli alloggi dalla Protezione civile) a fine 2019 non ha incassato ben 15 milioni di euro (che ora sono diventati circa 20) tra le bollette relative ai consumi energetici, le quote di compartecipazione e i canoni di locazione. Alla relazione era allegata una tabella molto ben costruita dalla quale si evincevano tre dati essenziali: il dovuto (cioè quanti euro gli inquilini avrebbero dovuto pagare), il pagato (l’incasso reale comprensivo di alcune compensazioni per esempio tra il debito per le bollette e i soldi da avere per i traslochi) e il residuo, cioè il non pagato. La cifra maggiore del “residuo” riguarda i consumi e si tratta di 7 milioni e mezzo. Il “credito” viene anche distinto per anni e si scopre che relativamente ai consumi 2010-2013 (anni nei quali il Comune nemmeno inviò le bollette) c’è ancora un residuo di un milione e mezzo di euro. Nella relazione si spiega che «sulla emissione dei consumi 2010/2013 – con un residuo da recuperare pari 1.567.609 euro – l’attività di sollecito da parte del Comune è stata ultimata (deve solo concludersi l’emissione degli atti ingiuntivi per una parte residuale e tale attività è prevista per l’anno corrente). Sempre per il 2010-2013 il numero delle ingiunzioni fiscali a oggi emesse è di 602 per 1.165.622 euro e risulta – da ultimo aggiornamento del dato da parte di Sed – ancora in fase di recupero coatto dalla competente avvocatura comunale la somma di 797.197 euro». Per quanto riguarda il “canone di locazione”, attivato solo nel 2015 e che finanzia la manutenzione ordinaria, il “residuo” totale è di 4.700.000 euro, mentre per il canone di compartecipazione, che finanzia il pagamento delle spese comuni (anche questo deliberato nel 2015) il residuo è di 2.500.000 euro. A tutto questo si aggiunge il fatto che, come ha rilevato ieri il consigliere Angelo Mancini, si naviga a vista sulla destinazione futura del Piano Case costato oltre 700 milioni di euro e che oggi è parzialmente inutilizzato e nel degrado.
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