Bombe molotov contro il ristorante Lo chef Colonico torna nel mirino

30 Settembre 2023

L’esplosione provoca danni all’esterno del locale, tre persone riprese dalle videocamere di sorveglianza Il sulmonese emigrato in Sudamerica racconta: «Avevo chiuso da poco, non ho ricevuto intimidazioni»

SULMONA. Un forte boato e poi le fiamme che si alzano davanti alla porta del ristorante. A qualche metro i pochi passanti impauriti iniziano a correre per non rimanere feriti nell’esplosione. Finisce ancora sotto tiro della malavita locale il ristorante “Il Sabore Mio” del sulmonese Panfilo Colonico, rapito in Ecuador lo scorso giugno e rilasciato dopo quattro giorni di sequestro, dietro il pagamento di 200mila dollari. L’altra notte un altro attentato è andato in scena davanti alla sua attività. Tre bombe Molotov sono state gettate da altrettante persone le quali, subito dopo, sono scappate via facendo perdere le loro tracce nel buio della notte. L’intera azione intimidatoria è stata filmata dalle telecamere di videosorveglianza del locale. Fortunatamente nell’esplosione non si sono registrati feriti ma solo lievi danni all’ingresso e alla facciata del ristorante. Sul posto è intervenuta la polizia e dai primi rilievi è subito emerso che non si è trattato di un atto vandalico ma di un’azione intimidatoria messa a segno nei confronti dello chef sulmonese. Quale sia la ragione che si nasconde dietro all’attentato è presto per dirlo, anche perché Panfilo Colonico ai poliziotti ha dichiarato di non aver ricevuto negli ultimi tempi telefonate intimidatorie o avvertimenti.
IL RACCONTO
È lo stesso chef sulmonese a spiegare l’accaduto: «L’altra sera ho chiuso il locale alle 23», racconta Colonico, «il tempo di arrivare a casa e distendermi sul divano quando dopo circa mezzora il telefono ha iniziato a squillare in continuazione: prima la polizia, poi l’amministratore del locale e altre persone ancora che mi hanno detto che nel ristorante era scoppiata una bomba. In quel momento non ho capito più niente e mi sono chiesto: cos’altro è successo ancora? Ho preso l’auto e mi sono diretto verso il ristorante. Grazie a Dio non era una bomba ma tre bottiglie piene di gasolio che erano state lanciate contro l’ingresso del ristorante. Ora la polizia sta indagando». Al sulmonese la polizia ha subito chiesto se avesse ricevuto avvertimenti, minacce o richieste di denaro. «Niente di tutto questo», precisa Colonico, «e ai poliziotti la cosa è sembrata strana. A quel punto mi hanno detto di aspettare qualche giorno per vedere se qualcuno si fa vivo per rivendicare il gesto che, secondo l’intelligence della polizia ecuadoriana, potrebbe essere legato a una richiesta di denaro o a qualche ritorsione». L’esplosione non ha provocato danni per circa tremila euro. «Mi sono spaventato nell’apprendere la notizia», riprende lo chef, «sevo dire che, in questo momento, la situazione in Ecuador non è per niente tranquilla. Tra venti giorni ci sono le elezioni politiche e in tutto il mondo si dice che questa instabilità in Ecuador è figlia proprio della politica che vuole mantenere questo stato di incertezza e paura tra la gente affinché le cose non cambino. Certo è che non posso far finta di niente. Voglio rifletterci un po’ su. La prima cosa che mi è venuta in mente è di spostare il ristorante in una zona più tranquilla ma credo, che questo non basti perché i malviventi se vogliono fartela pagare ti raggiungono dappertutto».
IL PRECEDENTE
Lo scorso giugno Colonico era stato rapito da una banda armata mentre si trovava all’interno del suo ristorante e dopo essere rimasto prigioniero dei rapitori per alcuni giorni, è stato liberato a seguito del pagamento di un riscatto di circa 200mila euro.
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