Bonifica: ecco le regole per evitare la crisi idrica

Consorzio, sindaci del Fucino e confederazioni agricole fissano le linee da seguire Primo incontro il 20 febbraio. Di Berardino: «Impariamo a essere una comunità»
AVEZZANO. Consorzio di Bonifica Ovest, sindaci dell’alveo fucense e confederazioni agricole fissano le “buone prassi” da seguire per amministrazioni locali e coltivatori, per una stagione irrigua 2018 senza rincorrere le emergenze idriche nella piana del Fucino. Strategie che a livello operativo si declineranno in azioni condivise degli enti, sia riguardo eventuali stop all’irrigazione nei week-end, sia per i controlli mirati a punire i trasgressori; attenta pianificazione delle semine e uso razionale delle risorse idriche da parte degli agricoltori. Per sensibilizzare i seimila consorziati e fornire loro una panoramica della situazione, gli amministratori del Consorzio, i sindaci e i rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura e Cia hanno deciso di effettuare una campagna informativa a tappeto con assemblee periodiche nelle realtà più rappresentative dell’alveo Fucense: Avezzano, Celano, San Benedetto dei Marsi, Luco dei Marsi. Il primo incontro con i consorziati è fissato per il 20 febbraio alle 18 nella Cantina del Fucino in via Milano a Paterno. «Il comparto agricolo del Fucino rappresenta una risorsa di fondamentale importanza per l’economia e l’occupazione della Marsica», ricorda il presidente del Consorio, Gino Di Berardino, «che deve fare un salto di qualità, e cioè, lasciarsi alle spalle il vecchio sistema dell’ognuno per sé e iniziare a ragionare e operare come una comunità». Uno dei problemi del Fucino, infatti, è proprio quello dello scarso rispetto delle regole anche e soprattutto per l’uso delle risorse idriche. Ora, però, con le falde acquifere in progressivo abbassamento, complici le scarse precipitazioni e l’innalzamento delle temperature, ogni anno che passa l’acqua disponibile per uso agricolo diminuisce, perché l’uso della preziosa risorsa è destinata in primis al consumo umano. Quindi in attesa che i 50 milioni del Masterplan diano vita all’impianto irriguo del Fucino, occorre fare i conti con la realtà, ovvero con le scarse risorse disponibili. Il Consorzio di bonifica, quindi, oltre agli incontri con gli addetti ai lavori, ha messo in agenda una campagna di informazione attraverso manifesti per indurre i consorziati a «un uso razionale della risorsa. Le falde idriche hanno subìto un rilevante abbassamento», avverte il presidente Di Berardino, «che rischia di compromettere l’utilizzo dei pozzi in gestione al Consorzio, sia per motivi di natura tecnica, che ai fini della tutela delle falde utilizzate anche per uso potabile. I pozzi saranno accesi razionalmente, secondo le reali esigenze di tutela ambientale e fin quando tecnicamente possibile». Consorzio, sindaci e confederazioni si riuniranno periodicamente.
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