Borse di studio: 619 idonei restano fuori
L’AQUILA. Sono 619 gli studenti aquilani idonei, ma non beneficiari di borsa di studio tra Università dell’Aquila, Conservatorio di musica e Accademia di belle arti.Un numero piuttosto alto se...
L’AQUILA. Sono 619 gli studenti aquilani idonei, ma non beneficiari di borsa di studio tra Università dell’Aquila, Conservatorio di musica e Accademia di belle arti.
Un numero piuttosto alto se rapportato al totale degli idonei: 1465. Più di uno studente su tre, pur avendone i requisiti, dunque, non vedrà erogata la prima rata del finanziamento, prevista per questi giorni.
Le graduatorie definitive sono state pubblicate la scorsa settimana dall’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) e hanno lasciato tanti con l’amaro in bocca.
A denunciare la situazione è ancora una volta l’Udu (Unione degli universitari) che vuole vederci chiaro sulla questione e annuncia proteste, qualora la situazione non si risolvesse in tempi brevi.
Il problema riguarda i fondi regionali e statali. I finanziamenti per le borse di studio, infatti, hanno tre canali: quello ministeriale, quello regionale e le tasse pagate dagli stessi universitari.
Ad oggi quelli derivanti da quest’ultimo canale sono gli unici fondi disponibili. Lo Stato e la Regione, infatti, ancora non mettono a disposizione i finanziamenti.
«Nel 2018 molti studenti sono stati lasciati senza borsa fino al 30 aprile», spiega Matteo Paoletti, rappresentante dell’Unione degli universitari. «Non vorremmo che la situazione si ripetesse. Un ragazzo che non ha sicurezze economiche non può permettersi di studiare all’Aquila. Anche chi ha tutti i requisiti per la borsa di studio, infatti, non la percepisce nei tempi stabiliti ed è costretto ad anticipare molte spese, a partire dall’affitto di una camera nella casa dello studente per continuare con la mensa e i trasporti. Una situazione assurda che va avanti da anni».
Spesso, infatti, anche in passato è accaduto che la copertura del 100% delle borse di studio avvenisse in ritardo, ad anno accademico ormai agli sgoccioli.
Per porre un freno alle difficoltà degli studenti, l’Udu già da tempo ha sollecitato la Regione a cambiare il piano di dirizzo triennale.
«L’assessore regionale al diritto allo studio, Piero Fioretti, ha la nostra proposta da mesi, ma non l’ha mai valutata», continua Paoletti. «La situazione ha raggiunto l’apice: valuteremo le iniziative da intraprendere per far rispettare i diritti degli studenti». (m.c.)
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