Botte all’ex convivente, 35enne nei guai

10 Marzo 2021

Non potrà avvicinarsi alla donna, secondo l’accusa le violenze avvenivano davanti al loro figlio

SULMONA. Accecato dalla gelosia ripeteva quasi ogni sera la stessa sceneggiata: scenate continue, offese e maltrattamenti anche davanti al figlio minore. Quell’uomo, suo convivente, secondo l’accusa l’avrebbe picchiata più volte sottoponendola a violenza fisica e verbale e a continue vessazioni. Tanto che il gip, su richiesta del sostituto procuratore Stefano Iafolla, nei giorni scorsi ha disposto una misura cautelare nei confronti dell’indagato, proprio per tutelare l’incolumità della donna. L’uomo, un 35enne, dovrà restare a larga distanza dalla sua ex compagna, dalla quale ha avuto anche un figlio, e non potrà avvicinarsi a meno di 500 metri dalla sua abitazione di Sulmona. Inoltre in caso di incontro fortuito dovrà mantenersi a una distanza di 100 metri, né potrà contattarla telefonicamente o sui social. Ieri, davanti al gip, nell’interrogatorio di garanzia, il 35enne si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre il giudice si è riservato di decidere se confermare o meno l’attuale misura cautelare.
«Contesteremo le accuse in ogni sede», afferma il legale dell’uomo, l’avvocato Alessandro Margiotta annunciando che, contro la misura cautelare adottata nei confronti del suo assistito, farà ricorso al Tribunale del Riesame. Secondo le accuse l’uomo, accecato dalla gelosia, avrebbe sottoposto la convivente a continui atteggiamenti vessatori arrivando perfino a minacciarla di morte. La controllava in ogni spostamento fino ad arrivare a scegliere i capi d’abbigliamento che la donna doveva indossare quando usciva di casa. Durante la gravidanza, sempre secondo le accuse, l’uomo sarebbe arrivata a colpirla con un pugno sul viso.
Lo scorso mese di ottobre, sempre per futili motivi, avrebbe aggredito la compagna sbattendole la testa sul fornello del gas e strappandole una ciocca di capelli. Quindi, a metà del mese scorso, in seguito a una banale discussione l’avrebbe afferrata per il collo sbattendola contro una finestra dell’abitazione. Il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto in presenza del figlio minore della coppia. Ma l'uomo nega ogni addebito sostenendo che ci sarebbe stata solo qualche sporadica discussione e che non avrebbe mai alzato le mani nei confronti della donna. (c.l.)
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