Botte nel ristorante, fermati due giovani

16 Febbraio 2017

Accusati di tentata estorsione e lesioni al proprietario. Ex cameriera denunciata per calunnia

CAPISTRELLO. Due giovani sono stati fermati con l’accusa di avere aggredito a pugni e morsi un ristoratore di Capistrello. I provvedimenti sono stati eseguiti ieri dai carabinieri, mentre l’episodio si è verificato il 10 gennaio in un locale di Capistrello.

Eduard Zmail, 30 anni, e Klajdi Jaku, 25, entrambi albanesi, sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora, con divieto di uscire nelle ore notturne e il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Secondo la ricostruzione dei militari della stazione di Capistrello, i due si erano presentati nel ristorante, insieme alla moglie di Zmail che in quel locale aveva lavorato come cameriera. Doveva riscuotere ancora una parte dello stipendio. Quando il ristoratore ha fornito la cifra pattuita, Zmail, stando alle accuse, ha iniziato una discussione, pretendendo ulteriori 150 euro che non erano previsti dagli accordi. Il gestore del locale ha opposto un netto rifiuto ed è stato picchiato a calci e pugni. Nella colluttazione, uno dei due avrebbe anche dato un morso sulla fronte del ristoratore. Il pestaggio è terminato quando sono intervenute la moglie e la figlia dell’uomo. A quel punto gli stranieri sono fuggiti su un’auto.

Dopo la denuncia, sono scattate le indagini che hanno permesso quasi subito di identificare i due albanesi e denunciarli per tentata estorsione e lesioni personali. Il 56enne, invece, era stato dimesso dall’ospedale di Avezzano con una prognosi di 10 giorni.

Il pm Guido Cocco ha contestato ai due coniugi anche il reato di calunnia aggravata. Zmail e la moglie, infatti, alcuni giorni dopo i fatti avevano denunciato il ristoratore, sostenendo false accuse e affermando che era stato il 56enne ad aggredire l’albanese. Le misure cautelari sono state firmate dal gip Maria Proia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA