Botti di Capodanno esplosi in barba al divieto del sindaco

2 Gennaio 2019

SULMONA. Il sindaco vieta i botti di Capodanno ma l’ordinanza che doveva dare lo stop al tradizionale e pericoloso “sparo” dei petardi, non viene rispettata. Nonostante cittadini e turisti fossero a...

SULMONA. Il sindaco vieta i botti di Capodanno ma l’ordinanza che doveva dare lo stop al tradizionale e pericoloso “sparo” dei petardi, non viene rispettata. Nonostante cittadini e turisti fossero a conoscenza del divieto, nella notte di San Silvestro i botti non sono mancati. Soprattutto nella centralissima piazza Garibaldi dove, dalle 19 in poi, è iniziata la solita bagarre dei botti: gruppi di ragazzi si sono sfidati a chi esplodeva il petardo più rumoroso rendendo a un certo punto il plateatico un vero campo di battaglia. Una situazione favorita anche dalla presenza di ambulanti, autorizzati dal Comune, che vendevano svariati tipi di botti e fuochi pirotecnici.
Una contraddizione evidenziata da tanti cittadini che speravano in una notte di San Silvestro più tranquilla e senza rumori. «Non riusciamo a capire il comportamento dell’amministrazione comunale che da un lato vieta l’esplosione di petardi e dall’altro ne consente la vendita in piazza, favorendone l’acquisto e l’utilizzo», hanno affermato alcuni residenti di piazza Garibaldi. Il sindaco Annamaria Casini, replicando alle proteste ha dichiarato che l’ordinanza riguardava esclusivamente i botti pericolosi e non quelli considerati innocui.
«È chiaro che l’ordinanza viene emessa sulla base dell’attuale normativa che disciplina l’uso dei petardi», ha precisato il sindaco, «ed è sottinteso che i petardi ritenuti innocui possono essere tranquillamente utilizzati, perché non mettono a rischio l’incolumità né di chi li usa né di altre persone». Ma c’è chi è pronto a giurare che tra i petardi innocui sono stati esplosi anche quelli piuttosto pericolosi.
«La verità è che non ci sono stati controlli da parte di chi avrebbe dovuto far applicare l’ordinanza», hanno proseguito i residenti di piazza Garibaldi, «verificando il materiale esplosivo in vendita nelle bancarelle». Fortunatamente in città non si sono verificati incidenti. (c.l.)
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