Bottigliate al rivale Condannato a 15 mesi

SULMONA. Lo mandò a chiamare da un amico comune poi, quando se lo trovò davanti, lo aggredì a colpi di bottigliate sul volto procurandogli danni permanenti. Fu una delle tante aggressioni e liti che...
SULMONA. Lo mandò a chiamare da un amico comune poi, quando se lo trovò davanti, lo aggredì a colpi di bottigliate sul volto procurandogli danni permanenti. Fu una delle tante aggressioni e liti che caratterizzarono i fine settimana di un paio d’anni fa. Ieri per Pierluigi Porziella, sulmonese di 28 anni, è arrivato il conto da pagare. Il giovane è stato condannato dal tribunale di Sulmona a un anno e tre mesi di reclusione (pena sospesa per cinque anni). Porziella, che nel procedimento è stato difeso dall’avvocato Alessandro Scelli, era finito agli arresti domiciliari nel marzo 2017. L’operazione portata avanti dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, era mirata a contrastare la movida violenta che caratterizzò buona parte di quei fine settimana sulmonesi. Risse e liti finite tutte con feriti, molti dei quali anche in maniera grave. L’aggressione, legata molto probabilmente a questioni di soldi, avvenne in via Carrese ai danni di un altro 28enne, di Pratola Peligna. Un paio di colpi di bottiglia in faccia che hanno provocato alla vittima danni permanenti: subito dopo l’aggressione fu portato in ospedale a Sulmona e da lì trasferito al maxillo-facciale dell’Aquila, dove fu sottoposto a un delicato intervento allo zigomo e all’occhio. Qualche giorno dopo la vittima, tramite il suo legale Edoardo Colaiacovo, denunciò tutto alla polizia. Il giovane di Pratola Peligna, all’epoca 25 enne, ha rischiato di perdere la vista. Ieri, nel corso della discussione finale il pubblico ministero ha chiesto un anno di reclusione, mentre la parte civile la condanna dell’imputato e il risarcimento per la parte lesa. Da parte sua, il difensore di Porziella, l’avvocato Scelli, ha chiesto l’assoluzione per l’esercizio della legittima difesa. Dopo aver ascoltato le parti il giudice Francesca Pinacchio ha emesso la condanna nei confronti del sulmonese a un anno e tre mesi, riconoscendo anche il risarcimento alla parte civile, da decidere in altra sede. (c.l.)
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