Braccianti al lavoro, ma senza soldi

Sanatoria a rilento, così non hanno un conto in banca dove versare gli assegni
AVEZZANO. È da oltre tre mesi che diversi operaie e braccianti extracomunitari impiegati nel Fucino non riescono a incassare i loro stipendi per via di insormontabili cavilli burocratici che impediscono loro anche di sostenere le rispettive famiglie che si trovano per lo più in Marocco. A denunciare il problema sono decine di lavoratori agricoli, ma nella stessa situazione si trovano anche tutti i migranti che hanno avuto accesso alla sanatoria: la norma per la regolarizzazione degli stranieri sul nostro territorio, voluta ad agosto dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova. A causa dell’emergenza sanitaria l’iter per il rilascio dei permessi di soggiorno va a rilento e senza questo documento sia le banche che gli uffici postali non riescono ad aprire dei conti correnti a nome dei lavoratori in cui possano versare gli assegni non trasferibili, unica modalità di pagamento ammessa per via della tracciabilità dei flussi di denaro. «Nonostante la ricevuta del ministero dell’Interno che attesta il buon esito della domanda di sanatoria, di un contratto di lavoro regolare con iscrizione Inps, passaporto e codice fiscale i lavoratori agricoli non riescono ad aprire un conto corrente», spiega Abdellahatif Aouam, referente della comunità islamica nella Marsica. «Da oltre tre mesi i braccianti che lavorano nei campi e le operaie impiegate negli stabilimenti sono in preda alla disperazione e senza la possibilità di spedire il denaro alle famiglie lontane. Molti di loro hanno anche contratto dei debiti per comprare almeno qualcosa da mangiare. Il problema riguarda tutti quelli che hanno aderito alla sanatoria di agosto per lo più residenti ad Avezzano, Pescina, Trasacco e Gioia dei Marsi. Anche i datori di lavoro si sono detti disponibili a trovare una soluzione, ma hanno le mani legate. Per questo rivolgiamo un appello alle istituzioni per cercare di risolvere il problema». (f.d.m)
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