Braccianti dal Marocco, sorveglianza al via

L’Asl monitorerà fino al 27 aprile le loro condizioni di salute, poi andranno nei campi del Fucino
AVEZZANO. Attivata la sorveglianza dell’Asl per i lavoratori stagionali tornati dal Marocco. Potranno occuparsi delle colture del Fucino dopo il 27 aprile i 175 braccianti tornati lunedì pomeriggio in Italia da Casablanca con un volo della compagnia aerea Alba Starè. Ad attenderli a Pescara c’era il direttore di Confagricoltura L’Aquila, Stefano Fabrizi, e lo staff dell’associazione di categoria che li ha aiutati nelle operazioni di dogana per poi accompagnarli nei pullman Bianchi grazie ai quali sono tornati nelle varie abitazioni dei comuni marsicani dove risiedono. Per loro da lunedì sera è scattata la sorveglianza attiva dell’Asl che monitorerà fino al 27 aprile lo stato di salute di ciascuno per quel che concerne il Covid. «Abbiamo comunicato per tempo il rientro dei lavoratori sia all’Asl, sia ai Comuni dove risiedono», ha precisato Fabrizi, «e subito è scattata la sorveglianza attiva. Non possono uscire di casa, devono mantenere le distanze di sicurezza e rispondere agli operatori Asl che li chiamano due volte al giorno per capire come stanno. Il tampone non era obbligatorio né all’arrivo in Italia, né alla partenza dal Marocco ma tanti di loro lo hanno fatto e hanno mostrato una volta atterrati a Pescara la certificazione che attestava la loro negatività al Covid». Tra meno di due settimane, quindi, potranno tornare a lavorare nelle 45 aziende del Fucino per iniziare la semina delle colture. Nelle oltre 500 aziende del territorio ogni anno sono impiegati 3.500 dipendenti di cui gran parte extracomunitari. Si tratta di lavoratori diventati ormai specializzati nella semina come nella raccolta degli ortaggi che arrivano poi sulle tavole di tutti gli italiani. «Grazie all’iter che abbiamo messo in piedi per poter permettere a questi lavoratori di tornare a casa, le aziende non avranno problemi», ha concluso il direttore di Confagricoltura L’Aquila, «va detto che tutto ciò è stato possibile anche grazie a un continuo dialogo con le autorità competenti, con la Farnesina, l’ambasciatore italiano a Rabat Armando Barucco e il vice capo missione Matteo Romitelli. Abbiamo saputo proprio oggi (ieri per chi legge) che l’ambasciata stessa sta lavorando per poter organizzare dei voli speciali grazie ai quali i lavoratori marocchini potranno tornare a lavorare in Italia. Ne siamo felici e stiamo già raccogliendo le prenotazioni». (e.b.)
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