Braccianti per il Fucino: altri 81 giunti dal Marocco

Il volo organizzato dalla Coldiretti per dare manforte alle aziende agricole L’organizzazione si è occupata anche della somministrazione dei tamponi
AVEZZANO. Arrivano altri 81 braccianti dal Marocco per lavorare nelle aziende agricole del Fucino. Grazie a un volo charter, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dell’ambasciata italiana in Marocco, sono atterrati ieri pomeriggio all’aeroporto “Liberi” di Pescara 142 lavoratori stagionali, di cui 81 trasferiti già in serata nella Marsica e i restanti ad Aosta, Mantova, Piacenza, Rovigo e Verona.
Saranno loro che si occuperanno, insieme ad altri connazionali e operai specializzati, della semina di patate, finocchi e carote nella Piana del Fucino fino ad arrivare alla coltivazione del tabacco e dei pomodori e alla raccolta di meloni, zucche e zucchine per altri territori. Altri 175 lavoratori erano arrivati la scorsa settimana con un volo organizzato da Confagricoltura. A causa del Covid e della sospensione dei collegamenti aerei, il ritorno in Italia di molti operai era diventato impossibile. Per questo Coldiretti si è impegnata e ha assicurato non solo il rientro dei braccianti ma anche la somministrazione dei tamponi per tutti così come previsto dalle ultime normative ministeriali. Ad accoglierli a Pescara all’arrivo da Casablanca, il presidente di Coldiretti L’Aquila, Angelo Giommo, e il personale dell’associazione che ha aiutato i lavoratori a svolgere le pratiche doganali.
«In queste condizioni è importante l’annuncio da parte della Commissione europea del passaporto vaccinale con l’obiettivo di consentire la libera circolazione all’interno dell’Unione per lavoro o turismo», ha commentato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. L’associazione di categoria, in occasione dell’arrivo dei 142 braccianti, ha lanciato un sos: senza decreto flussi e proroga dei permessi di soggiorno rischiano di scomparire anche in Abruzzo indispensabili lavoratori in una fase delicata della stagione a causa delle limitazioni all’arrivo di manodopera straniera, ma anche delle difficoltà burocratiche che impediscono l’utilizzo di quella italiana.
Secondo i dati forniti, infatti, la comunità marocchina è la più numerosa tra i lavoratori agricoli fuori dei confini comunitari con oltre 7.600 persone (pari al 9,1% della popolazione straniera) di cui poco più di 4.200 in provincia dell’Aquila. Per questo Coldiretti ha chiesto di prorogare i permessi e di accelerare nell’emanazione del Decreto Flussi 2021.
Provvedimenti che dovrebbero portare nelle campagne italiane altri 18 mila lavoratori extracomunitari.
Alle difficoltà per l'arrivo di manodopera straniera si aggiungono inoltre quelle burocratiche che ostacolano l'utilizzo dei lavoratori italiani.
«Non è stata, infatti, prorogata nel 2021 la possibilità di lavorare nelle campagne per i percettori di ammortizzatori sociali e del reddito di cittadinanza», ha concluso Coldiretti, «si tratta di contratti a termine non superiori a 30 giorni rinnovabili per ulteriori 30, nel limite di 2mila euro per l'anno 2020, che potrebbero rappresentare un’opportunità importante per i bilanci delle famiglie anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici. Con una adeguata formazione e semplificazione l’agricoltura nazionale può offrire ai cittadini italiani in difficoltà almeno 200 mila posti di lavoro che in passato erano affidati necessariamente a lavoratori stranieri stagionali».
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