Bracco: «Intimidazione, solidarietà alla Blundo»

25 Luglio 2017

Auto danneggiata con un punteruolo, il consigliere regionale propone di invitare la senatrice all’Emiciclo

L’AQUILA. «Un gesto ignobile. Un atto intimidatorio compiuto da delinquenti i quali, molto probabilmente, hanno dato attuazione a ordini ricevuti dall’alto. Alla senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo, oltre che la stima per l’ottimo lavoro che sin dal 2013 sta portando avanti, vanno la mia solidarietà e sostegno per le battaglie di cui in parlamento si sta facendo promotrice, prima tra tutte quella che prevede l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla ricostruzione dell’Aquila».
A intervenire sul danneggiamento, con un punteruolo, dell’auto della senatrice, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi a Pettino, è il consigliere regionale Leandro Bracco (Sinistra italiana).
«Oltre al notevolissimo danno economico», aggiunge Bracco, «la cosa che in me ha suscitato una forte indignazione è stata la scritta che questi soggetti hanno vergato sulla carrozzeria dell’auto. La frase “Stato = sbirro criminale” è altamente preoccupante e dunque mi auguro che le autorità preposte facciano quanto prima chiarezza sull’accaduto. Inutile dire che non si tratta di una bravata bensì di qualcosa di molto più allarmante. Al di là della mia sospensione e poi espulsione dal M5S», aggiunge Bracco, «sono fermamente convinto che quando certi fatti accadono, tutti gli esponenti politici abbiano il dovere di spogliarsi della maglia con la quale sono stati eletti per indossare gli abiti della solidarietà e del senso dello Stato. Finora sia il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio che il governatore Luciano D’Alfonso non hanno diramato alcun comunicato stampa per esprimere la propria vicinanza a Enza Blundo. Auspico che la mia presa di posizione possa sì indurre ad alzare la voce contro coloro che stanno tentando di intimidire l’azione politica della senatrice, ma soprattutto li porti a convocare la stessa Blundo alla seduta del consiglio regionale del primo agosto prossimo affinché l’assise, nella sua interezza, possa far sentire il proprio calore umano all’esponente del M5S».
Per Bracco «gli arresti effettuati negli ultimissimi giorni, le mazzette contate in auto, le intercettazioni telefoniche e ambientali e gli incarichi ad amici e parenti sono tutti tasselli di un puzzle dal quale emerge un quadro dalle tinte a dir poco fosche. Che la sempre tenace e costante richiesta di Blundo dell’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta che indaghi sulla ricostruzione post-sisma 2009 abbia agito da detonatore facendo sì che le mani dei balordi si armassero di un punteruolo? È possibile, ma l’elemento sul quale l’attenzione dev’essere focalizzata è lo scenario su ciò che sta avvenendo nel capoluogo d’Abruzzo: dagli appalti agli incarichi, dai subappalti alle nomine, dagli affidamenti agli intrecci politico-economici».
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