Bruciata l’auto alla donna che cura i cani

Serviva a portare cibo ed era parcheggiata sotto la casa della Tunno: adesso qualcuno mi aiuti a raggiungere i miei animali
SULMONA. Le maggiori vittime dell’attentato incendiario sono soprattutto loro: i cani e i gatti della struttura comunale gestita dalla proprietaria del furgoncino andato a fuoco la notte scorsa in via XXV Aprile.
Un Renault Kangoo che Gabriella Tunno, presidente dell’associazione “Code felici”, aveva appena finito di pagare e che era utilizzato per portare il cibo e l’acqua agli animali e per le altre attività nei due canili (quello pubblico e quello privato che la donna cura).
Sull’origine dolosa dell’incendio la polizia non ha dubbi, dopo che i vigili del fuoco avrebbero evidenziato nel loro rapporto alcuni particolari che non lascerebbero spazio ad altre ipotesi.
Erano le 3,20 quando un inquilino dello stesso palazzo in cui abita la Tunno ha suonato il campanello per avvertirla che il suo furgoncino stava andando a fuoco proprio sotto casa.
«Non mi sono accorta di nulla, sono stata svegliata da chi ha dato l’allarme e poi sono arrivati i vigili del fuoco» ha raccontato la donna, ancora molto agitata e scossa da quanto accaduto.
I poliziotti intervenuti subito sul posto le hanno chiesto più volte se aveva qualche sospetto o se fosse stata minacciata da qualcuno.
«Non immagino minimamente chi possa essere l’autore di questo gesto e non so per quale motivo mi abbiano fatto questo» riprende la Tunno «quel furgone per me era indispensabile soprattutto per portare il cibo ai cani e ai gatti e per trasportarli per gli interventi da un canile all’altro. Sono loro le maggiori vittime di quello che è successo».
Ed è proprio ai suoi animali che gestisce con tanto amore che va il suo pensiero che la spinge a lanciare un appello: «Sono responsabile non solo dei cani ospitati nel canile comunale e in quello privato, ma anche di cani e gatti custoditi altrove. Non posso adesso lasciarli senza cibo, senza acqua e senza cure, qualcuno deve accompagnarmi, almeno per qualche giorno, in attesa di riuscire a trovare un altro furgone».
Ora si aspettano volontari e benefattori particolarmente sensibili agli animali.
Claudio Lattanzio
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