Bucci e Lusi finiscono sotto protezione

Misure di vigilanza disposte dalla prefettura dopo la lettera con minacce di morte e i danneggiamenti all’auto
CAPISTRELLO. Un’adeguata misura di protezione in favore del geometra comunale Dario Bucci e dell’ingegnere Marco Lusi, entrambi testimoni chiave nell’inchiesta che il 20 novembre scorso ha portato agli arresti di Capistrello – sindaco compreso – ed entrambi destinatari di presunte minacce. Bucci ha ricevuto una lettera anonima in municipio («Sei un morto che cammina», ndr), mentre Lusi ha subìto il danneggiamento dell’auto e avrebbe ricevuto un’intimidazione. Per gli episodi che coinvolgono Lusi, costruttore che ha svelato il pagamento di una tangente, sono indagati i fratelli dell’ex consigliere comunale Corrado Di Giacomo. La misura di vigilanza per Bucci e Lusi è stata disposta dalla prefettura dell’Aquila e dovrà essere eseguita quotidianamente e con molta discrezione dai carabinieri della stazione di Capistrello e della Compagnia di Tagliacozzo, agli ordini del capitano Silvia Gobbini.
Intanto, in merito all’indagine sulle presunte intimidazioni a Lusi, interviene Antonio Di Giacomo attraverso il proprio legale, l’avvocato Ottaviano Roselli. Antonio Di Giacomo è ritenuto l’autore del danneggiamento all’auto.
«Faccio presente all’opinione pubblica e agli organi di stampa», afferma Roselli, «che il signor Antonio Di Giacomo mi ha conferito mandato di tutelare la propria immagine e la propria onorabilità, alla luce delle notizie impropriamente diffuse nei giorni scorsi, allorquando il nome del signor Di Giacomo è stato accostato a quello di alcuni familiari per i fatti riguardanti la nota indagine in corso che ha coinvolto l’amministrazione di Capistrello. A tal proposito, mi duole sottolineare come in maniera del tutto inappropriata sia stato fatto il nome del mio assistito, onesto lavoratore, marito e padre di famiglia amato e rispettato, senza che allo stesso sia mai stato notificato alcun provvedimento riguardante eventuali indagini a suo carico. È per questo motivo che oltre che a preannunciare richiesta alla Procura della Repubblica di Avezzano di certificazione riguardante un’eventuale iscrizione di notizie di reato a carico del signor Antonio Di Giacomo, preannuncio di aver ricevuto ulteriore mandato affinché si accerti se vi siano o meno responsabilità nei confronti di coloro che hanno divulgato e reso pubblico il nome del mio assistito, considerandolo colpevole di un reato per il quale lo stesso ancora non riceve alcun avviso. In ogni caso, sia il sottoscritto che il signor Di Giacomo ripongono massima fiducia nella magistratura e nelle forze di polizia auspicando che qualsiasi azione venga effettivamente intrapresa a tutela e garanzia di ogni parte coinvolta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

