Bufera nel Pd, Mastrangioli lascia: «Democratici solo nella sigla»

1 Aprile 2015

RAIANO. Enio Mastrangioli, capogruppo del Pd in consiglio provinciale ed ex sindaco di Raiano, lascia il partito e riconsegna la tessera al segretario nazionale Matteo Renzi. Ma non senza polemiche....

RAIANO. Enio Mastrangioli, capogruppo del Pd in consiglio provinciale ed ex sindaco di Raiano, lascia il partito e riconsegna la tessera al segretario nazionale Matteo Renzi. Ma non senza polemiche. Tante, troppe le divergenze con il Pd, culminate con la scelta delle candidature per le elezioni provinciali, in programma a maggio. «Da mesi» afferma Mastrangioli «è andato avanti un ragionamento tra tre o quattro persone circa l’indicazione di un candidato alla carica di presidente della Provincia, fino al raggiungimento di un accordo alcuni giorni fa tra i sindaci delle tre città maggiori: L’Aquila, Avezzano e Sulmona. Il tutto senza che gli organi provinciali e zonali del partito fossero stati interessati da una discussione preliminare libera e alla luce del sole, utile a inquadrare le problematiche, a stabilire gli obiettivi, a valutare criteri e procedure democratiche per la scelta anche degli uomini o donne al quale affidare ruoli di responsabilità». In lizza per la presidenza della Provincia, per il Pd, c’è Antonio De Crescentiis, primo cittadino di Pratola Peligna. Scelta che non sarebbe stata gradita a Mastrangioli. «Non si può rimanere in un partito simile» incalza Mastrangioli, che è stato anche sindaco di Raiano per 13 anni «democratico solo nella sigla, poiché significherebbe accettare passivamente tali metodi. Nel merito, a prescindere dalla soluzione e persona individuata, ci si dice che la proposta e la scelta effettuata è una grande opportunità, un investimento, per la Valle Peligna». Ma Mastrangioli evidenzia che, in linea con la nuova normativa, nel 2017, a fine mandato, il sindaco di Pratola Peligna «non potrà più essere presidente della Provincia».

Chiara Buccini

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