Bulli e spacciatori, ecco 23 Daspo: vietati bar, scuole e piazze in centro

10 Settembre 2022

Nuovo provvedimento dopo le 13 misure cautelari: non potranno frequentare 62 luoghi cittadini  Nel mirino anche chi aveva commesso violenze ma era rimasto a piede libero. Divieti da 18 a 36 mesi

L’AQUILA. Ventitré giovani legati al giro di spaccio e di violenze, smantellato martedì scorso da carabinieri e polizia, non potranno avvicinarsi praticamente nessun locale del centro storico dell’Aquila per almeno un anno e mezzo. Dopo i sei arresti e i sette affidi in comunità di quattro giorni fa, arrivano 23 Daspo cosiddetti “Willy” della durata tra i 18 e i 36 mesi, che interessano sia i ragazzi già oggetto di misure cautelari, sia quelli a piede libero coinvolti nell’inchiesta.
«riportare la cAlma»
«Ho firmato questi 23 provvedimenti», spiega il questore Enrico De Simone, «perché vogliamo garantire che nel centro aquilano le persone possano girare tranquillamente e tornare alla serenità. Sono provvedimenti di natura preventiva», sottolinea De Simone, «per impedire la reiterazione di fatti violenti, spaccio di stupefacenti e uso anche di armi». I provvedimenti del questore vietano di frequentare ben 62 locali del centro e di avvicinarsi a sette plessi scolastici dove si vendeva la droga. «La norma prevede che il questore possa interdire luoghi adiacenti alle scuole ma anche a servizi commerciali quali bar, gelaterie e pizzerie. In questo caso quasi tutto il centro storico».
fermare chi è a piede libero
La durata dei Daspo, da 18 a 36 mesi, è stata decisa in base alla «maggiore o minore intensità delle azioni commesse. Vigileremo affinché non ci siano violazioni», assicura il questore, «il sistema preventivo cammina di pari passo con quello repressivo, e impegna tutta la “squadra Stato” e tutte le istituzioni per tutelare il centro aquilano. La caratteristica di questo provvedimento è la tempestività: la pericolosità va immediatamente contrastata», dice anche il questore, visto che tra i destinatari dei 23 Daspo «non ci sono solo coloro attualmente custodia ma anche chi è rimasto a piede libero».
trenta indagati e tre bande
Sono infatti trenta complessivamente trenta gli indagati, tutti giovanissimi e a vario titolo, per spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate, risse, estorsioni e stalking, anche nei confronti di minorenni. In alcuni casi gli accusati erano essi stessi minorenni quando hanno iniziato a compiere questi reati, poi continuati nel tempo, contro le stesse persone o contro nuove vittime. In linea di massima i giovani spacciatori facevano riferimento a tre bande distinte ma non in contrasto tra loro: una composta in maggioranza da ragazzi di origine albanese, una da italiani e una da giovani originari del Nord Africa, soprattutto egiziani e tunisini.
LE AVVISAGLIE
L’attività investigativa ha preso in considerazione episodi di violenza commessi a partire dal gennaio 2021, legati quasi sempre allo spaccio di stupefacenti nei dintorni delle scuole o in luoghi di ritrovo abituali quali Collemaggio, villa comunale, piazza Santa Maria di Paganica. Ci sono stati poi pestaggi e sequestri di piccole quantità di stupefacenti, soprattutto negli ultimi mesi del 2021. Infine, durante l’estate scorsa, episodi di violenza che hanno suscitato notevole allarme sociale. «Oltre a intensificare i servizi di ordine e sicurezza pubblica», sottolinea una nota della questura, «decisi in sede di comitato provinciale presieduto dal prefetto Cinzia Torraco, con un’azione sinergica tra carabinieri e polizia diretta dal procuratore della Repubblica per i minorenni David Mancini, è stata avviata una lunga e complessa attività di indagine».
BOTTE ANCHE A NATALE
Diversi i fatti violenti che coinvolgono gli indagati. Nell’ottobre 2021, ad esempio, un giovane italiano viene aggredito da tre coetanei stranieri con origini diverse, che gli causano trauma cranico e facciale guaribili in venti giorni. Poche settimane prima due degli stessi aggressori, con un terzo complice stavolta italiano, avevano ferito anche due donne, una mano e l’altra a un braccio, dopo aver preso a sassate la macchina su cui viaggiavano. E ancora: il giorno di Natale del 2021 un magrebino, dopo aver ripetutamente minacciato un coetaneo anch’egli originario del Nord Africa, insieme a due compagni lo picchia ferendolo su testa, collo e volto, causandogli dieci giorni di prognosi. Nel febbraio scorso due italiani, nel corso di una rissa causano un trauma facciale a un magrebino. Violenze che non risparmiavano nessuno e non conoscevano vacanze.
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