Buoni pasto, è caccia ai morosi Il Comune busserà a 360 famiglie

Il recupero degli insoluti per il servizio mensa è stato affidato a una società esterna (Assoservizi) In sede di iscrizione scolastica chi non risulta in regola non ha diritto a usufruire della refezione
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila darà la “caccia” a 360 persone che, negli anni scorsi, non hanno pagato i buoni pasto erogati nelle scuole di competenza comunale. Il “recupero degli insoluti” è stato affidato a una società esterna, la Assoservizi. MOROSI NEL MIRINO
Nella determina di affidamento si premette che “la legge regionale in materia di diritto allo studio prevede che i Comuni attuino forme di intervento in favore degli alunni frequentanti le scuole dei rispettivi territori. Il Comune dell’Aquila eroga il servizio di refezione scolastica in favore degli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e medie di primo grado, mediante affidamento a società esterna individuata a seguito di procedure di gara. Il servizio è stato istituito come intervento volto ad agevolare la frequenza scolastica degli alunni. L’accesso alla refezione scolastica dev’essere richiesto, secondo le modalità definite dal servizio diritto allo studio ogni anno, esclusivamente in modalità telematica tramite il “portale” dei genitori. Le famiglie che richiedono la prestazione agevolata devono presentare l’attestazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Chi non presenta l’Isee o non è residente nel Comune dell’Aquila è tenuto al pagamento della tariffa massima (circa 3 euro a pasto). In sede di iscrizione scolastica non hanno diritto a usufruire del servizio gli utenti che non siano in regola con il pagamento delle quote. Da un controllo effettuato sull’applicativo School Net, è emersa la presenza di circa 360 posizioni debitorie, riferibili alle precedenti annualità che risultano inadempienti relativamente al pagamento del servizio. La situazione delle posizioni debitorie attualmente giacenti, soprattutto con riferimento alla naturale scadenza dei termini di prescrizione, richiede di procedere con urgenza anche al fine di non pregiudicare il recupero di tali somme nei tempi di legge. La complessa articolazione delle fasi procedurali necessarie ad avviare la definitiva attività di recupero comporterebbe tempi di lavorazione eccessivi e inadeguati alle finalità da perseguire. Inoltre il numero dei cittadini coinvolti, nonché la capillarità dei controlli da effettuare, la complessità e la mole dei procedimenti da gestire, con le correlate attività istruttorie, richiedono un impegno del personale comunale eccezionale rispetto all’ordinaria attività anche in considerazione della necessità improrogabile di recuperare tali somme in un arco temporale definito. Il competente Servizio diritto allo studio, non dispone al proprio interno delle risorse umane necessarie per svolgere in tempi brevi tali operazioni ed è quindi necessario avvalersi di una ditta specializzata. Per questo è stato deciso di fare ricorso a un soggetto specializzato nelle attività di supporto al recupero dei crediti, soprattutto in considerazione delle evidenti ragioni di economicità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa”.
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