C’è un’altra proroga per chiudere i lavori della ricostruzione

Il Comune concede 90 giorni in aggiunta ai 114 già assegnati Lo slittamento del termine è legato all’emergenza sanitaria
L’AQUILA. Con una circolare pubblicata ieri sull’albo pretorio il Comune ha concesso alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma 2009 un’ulteriore proroga di 90 giorni per il fine lavori. I 90 giorni si aggiungono ai 114 concessi fra marzo e i primi di maggio, nella prima ondata del Covid, quando i cantieri erano stati fermati. In tutto quindi quasi sette mesi di proroga da applicare ai lavori avviati prima di marzo 2020. Quelli iniziati da maggio in poi potranno usufruire solo dei 90 giorni. Per capire meglio il meccanismo delle proroghe bisogna partire dall’inizio: le norme prevedono che l’impresa dal momento in cui avvia i lavori ha due anni per completarli. E questo sia se deve ricostruire una casetta sia che si tratti di un mega aggregato. L’assemblea di aggregato quando affida l’appalto deve valutare se la ditta è attrezzata per rispettare i tempi. Questa è la teoria. In pratica sono possibili più ipotesi di proroga. La prima è legata a situazioni non previste: problemi strutturali, scavo di fondazione più profondo del previsto, altre difficoltà. In questo caso si comunica il problema al Comune, si fa una variante e viene concessa la proroga a ripartire dopo la soluzione degli intoppi. C’è poi il maltempo. In cantiere non si può lavorare se c’è una temperatura inferiore ai 5 gradi. L’associazione costruttori ogni mese mette a punto un elenco di giorni in cui non si è potuto lavorare che vengono considerati proroga. Il Covid è chiaramente motivo per ulteriori proroghe e non solo perché in certi periodi i cantieri sono stati proprio chiusi, ma anche per consentire alle imprese di attrezzarsi in base alle normative antipandemia. Nella circolare pubblicata ieri si legge: «Rilevato che nei cantieri della ricostruzione privata post sisma 2009 i lavori sono ripresi dal 4 maggio 2020, che i tempi, per garantire la sicurezza dei lavoratori secondo i protocolli e le norme, sono strettamente connessi alla complessità e alle caratteristiche del cantiere e pertanto le lavorazioni subiscono dei rallentamenti in conseguenza dell'applicazione delle norme procedurali; che le condizioni sfavorevoli per l’esecuzione delle fasi lavorative a pieno ritmo perdurano anche a seguito delle continue proroghe dello stato di emergenza epidemiologica; che i maggiori adempimenti connessi ai protocolli sottoscritti per evitare la diffusione del virus Covid-19 si riflettono sui tempi di lavorazione della specifica commessa, provocando in molti casi una dilatazione dei tempi delle lavorazioni stesse. Ritenuto quindi di dover regolamentare il periodo successivo alla riapertura dei cantieri avvenuta il 4 maggio 2020 è opportuno concedere un ulteriore periodo di proroga del tempo utile per l'ultimazione dei lavori, in considerazione delle particolari condizioni di riapertura dei cantieri, dalle quali possono derivare conseguenze negative per il rispetto degli impegni contrattualmente previsti». Per questo si concede l’ ulteriore proroga.
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