C’erano mille esercizi ora sono appena sessanta

Di uffici pubblici sono rientrati pochissimi: Banca d’Italia, prefettura e Ateneo Liris: il Comune tornerà a Palazzo Margherita, ognuno deve fare la sua parte
L’AQUILA. La geografia degli edifici in centro è mutata notevolmente, dopo il sisma.
Delle mille attività, tra negozi, botteghe artigiane e studi professionali presenti prima del 2009, ne sono rientrate una sessantina. Ma la Confcommercio, anche in virtù del bando Fare Centro, stima che supereranno quota 200 nel prossimo biennio.
Mancano, però, gli uffici pubblici. Tra quelli più importanti c'erano la sede municipale di Palazzo Margherita, i cui uffici di rappresentanza sono stati spostati a Palazzo Fibbioni, la Prefettura, attualmente ubicata nello stabile dell'ex Agenzia delle Entrate, la Biblioteca provinciale Tommasi, la sede dell’Università, a Palazzo Carli, la Camera di commercio, la sede centrale della ex Carispaq – ora Bper – che insieme al Convitto e all'ex Liceo classico, fanno parte dell'enorme blocco che fa angolo ai Quattro Cantoni.
La Banca d'Italia è stata la prima a riaprire, insieme alla Bnl, che però ha chiuso definitivamente gli sportelli di piazza Duomo. Tornerà presto in centro, invece, la Bper che si riapproprierà della storica sede su corso Vittorio Emanuele, lasciando lo stabile di Strinella 88; la Bcc del Gran Sasso ha aperto una sede distaccata in via Persichetti. Recentissima l'inaugurazione dell'istituto Micarelli, mentre l'Università ha incentrato il polo umanistico nell'ex sede dell'ospedale San Salvatore. Anche le Poste dovrebbero tornare in piazza Duomo. Nell'ottica di un ritorno degli uffici in centro, anche la Confcommercio è pronta a rientrare nella vecchia sede, in piazza Santa Chiara d’Acquili lasciando la sistemazione provvisoria nel megaparcheggio di Collemaggio.
Il vice sindaco, Guido Liris, conferma che «c'è la volontà dell'amministrazione di riportare buona parte degli uffici in centro. Palazzo Margherita sarà sede di rappresentanza», dice, «siamo in trattativa con l'Inail per l'edificio in via dei Giardini, che è stato ristrutturato e necessita solo di qualche aggiustamento. Lì potrebbero andare almeno due settori comunali, circa 200 dipendenti. L'altro edificio preso in considerazione è l'ex liceo scientifico di Santa Maria di Farfa, che potrebbe ospitare un settore del Comune. Gli uffici tecnici stanno verificando la fattibilità di entrambe le operazioni. C’è necessità di riportare attrattori pubblici in centro», conclude Liris, «ognuno deve fare la sua parte».(m.p.)
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