C’è il marchio Tartufo d’Abruzzo

28 Settembre 2020

La Regione: così valorizziamo la nostra ricchezza e il turismo nelle aree interne

L’AQUILA. «Facciamo squadra e puntiamo alla valorizzazione del nostro tartufo». È questo l’appello lanciato dal vice presidente della Regione Abruzzo, con delega all’Agricoltura e ai parchi, Emanuele Imprudente, nell’ambito della presentazione del marchio “Tartufo d’Abruzzo”, presentato nella sala Ipogea del consiglio regionale d’Abruzzo. Un vero e proprio marchio che identifica un prodotto di cui il sottosuolo abruzzese è ricco ma che necessita di tutela e promozione come ricordato dal presidente dell’Amta (Associazione micologica tartufai abruzzesi), Fabio Cerretano, in apertura dei lavori. «Bisogna lavorare su più fronti», ha commentato Imprudente, «se dobbiamo credere in qualcosa che ha un valore, serve partire per primi senza predicare bene e razzolare male. Questo è il momento di fare il salto di qualità come hanno fatto altre realtà che di fatto sono state più brave di noi. Dobbiamo mettere in atto una crescita complessiva che comprenda il marchio, il logo e il disciplinare». Imprudente ha precisato che «in Abruzzo si deve passare dalla conservazione all’opportunità. L’idea è quello di unire tutto il sistema abruzzese dei prodotti in un unico marchio, un marchio di certificazione e qualità della regione».
Tanti gli interventi. «Il tartufo lo abbiamo tutto l’anno», ha ricordato Giovanni Scioli, presidente Catra, «bisogna tenere conto di diversi fattori e sviluppare il suo potenziale attraverso il turismo esponenziale e la sostenibilità». Dino Viani ha presentato il video dedicato al Tartufo d’Abruzzo nell'ambito del progetto di valorizzazione, mentre Cerretano ha illustrato il percorso che si sta intraprendendo per la candidatura all’Unesco del tartufo a bene immateriale della cerca e cavatura.
Tra i partecipanti anche il consigliere regionale Antonietta La Porta.
L’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, ha ricordato «l’importanza dell’approvazione della legge regionale sul tartufo, sudata e condivisa, che è arrivata al termine di un percorso volto a mettere in luce il patrimonio del tartufo. Come governo regionale lavoriamo affinché il tartufo non sia una ricchezza solo di chi lo va a cavare, ma possa far parte di una rete che porti anche alla scoperta delle aree interne». Anche Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, ha ribadito «l’assoluto valore aggiunto del tartufo nella panoramica dei prodotti tipico». A dare un contributo tecnico sono arrivati il professore Mirco Iotti dell’Università dell’Aquila e l’agronomo Gabriella Di Massimo.
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