Caccia a video e foto dell’orrore in quindici cellulari sequestrati

26 Ottobre 2022

Non si ferma l’indagine della polizia postale sui sette ragazzini denunciati: hanno tra i 13 e i 15 anni Un esperto passa al setaccio i telefonini: 85mila messaggi. A rischio la posizione di altri 22 minori

L’AQUILA. Caccia alle foto e ai video dell’orrore in 15 cellulari sequestrati a 7 ragazzini tra i 13 e i 15 anni. Il giorno dopo la denuncia dei minorenni – uno è della provincia dell’Aquila, l’altro di quella di Chieti, due risiedono a Roma, e gli altri a Bergamo, Bari e Napoli –, l’indagine della polizia postale su un traffico di immagini e filmati via chat prosegue per spezzare una catena di violenza. Gli investigatori, guidati dalla dirigente Elisabetta Narciso e coordinati dal procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini, cominciano a scavare nei telefonini: 85mila messaggi in 5 diversi gruppi social, «allo scopo di identificarne gli autori». A stretto giro un esperto di informatica inizierà a controllare la memoria dei cellulari. E potrebbero spuntare altri contenuti rispetto a quelli già scoperti e definiti «raccapriccianti».
HITLER E MUSSOLINI Gli stickers con Hitler e Mussolini, che potrebbero far scattare l’accusa di apologia del nazismo e fascismo, sono le immagini più tranquille tra quelle passate al setaccio durante le prime perquisizione. «Immagini e video raccapriccianti di vittime innocenti il cui dolore», dice il resoconto della polizia postale di Pescara e della procura minorile dell’Aquila, «invece di scuotere le coscienze, è stato oggetto di scherno, divertimento e condivisione da parte del gruppo di adolescenti». Il resto è sotto il segno dell’esagerazione, una gara a chi posta su Whatsapp, Instagram e Telegram il contenuto più estremo: gesti sessuali su cadaveri, corpi mutilati, animali torturati fino alla morte, aggressioni omofobe e scene di bullismo gratuito. Trovate anche «diverse immagini di bambini, anche di tre o quattro anni, vittime di abusi sessuali». A breve i 7 ragazzini sotto accusa per diffusione e detenzione di materiale pedopornografico saranno interrogati con l’assistenza di uno psicologo.
ALTRI 22 MINORI Ma nell’elenco dei partecipanti alle chat non ci sono soltanto i 7 denunciati, compresa una ragazzina: sono altri 22 i minorenni coinvolti e la loro posizione resta al vaglio della procura per i minorenni. I 22 si sono limitati a inoltrare ad altri il materiale ricevuto. A loro carico potrebbero scattare «provvedimenti a protezione degli stessi, atteso il disvalore culturale ed educativo emerso, anche con l’intervento dei servizi sociali a sostegno dei ragazzi e delle loro famiglie». L’aspetto scioccante che emerge dall’operazione “Poison”, parola che sta per veleno, è che i ragazzini di 13-15 anni «banalizzano eventi terribili del passato o mostrano assoluta indifferenza per violenze e stupri, anche nei confronti di bambini piccolissimi; a volte si assiste ad una gara a chi posta l’immagine più sprezzante o truculenta, al fine di stupire, all’insegna dell’esagerazione».
L’APPELLO Con l’indagine, polizia Postale e procura minorile vogliono spezzare una catena di violenza e di odio sui social network: «L’invito ai ragazzi è di acquisire consapevolezza e responsabilità delle proprie azioni anche sui social, interrompendo la diffusione di tali contenuti, evitando di re-inviarli ad altri utenti e di contribuire alla diffusione di odio e violenza». E ai genitori, gli inquirenti chiedono di essere «consapevoli del proprio ruolo di educatori e di esercitarlo con senso di responsabilità, vigilando sull’uso di strumenti informatici da parte dei ragazzi, sia per prevenire fatti lesivi nei confronti di terzi, sia per evitare ripercussioni giuridiche come conseguenza dei comportamenti dei propri figli».
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