Caccia ai caprioli, 6 bracconieri nei guai

25 Gennaio 2017

Sequestrate armi e selvaggina in un blitz a Rocca di Botte. La carne forse era destinata ai ristoranti della zona

ROCCA DI BOTTE. Cacciavano selvaggina protetta, probabilmente per rivenderla nei ristoranti della zona. Sei bracconieri sono stati sorpresi dai carabinieri-forestali, la nuova figura nata con la fusione. Con loro avevano ancora le prede. Si tratta di quattro splendidi caprioli. Gli animali erano stati abbattuti poco prima a colpi di fucile.

Nei guai sono finiti tre cacciatori del Lazio e di tre abruzzesi (le generalità non sono state fornite dalle forze dell’ordine). Quando sono stati fermati, i sei erano in procinto di allontanarsi dal luogo di caccia. Ancora qualche chilometro e sarebbero riusciti a farla franca. Invece i loro movimenti hanno insospettito il personale in servizio e alla fini sono finiti, a loro volta, nella trappola dei carabinieri forestali. Tutto è iniziato con un intervento di controllo del comando stazione di Tagliacozzo (Gruppo carabinieri forestale dell’Aquila). Nel corso di un servizio di controllo, proprio contro il fenomeno del bracconaggio, in località “Serrasecca”, nel comune di Rocca di Botte, i militari hanno fermato un fuoristrada. Hanno notato il nervosismo delle persone che erano all’interno e hanno avviato degli accertamenti.

All’interno del mezzo sono stati trovati i quattro caprioli uccisi. Così sono scattate le ricerche per individuare gli altri cacciatori di frodo che erano nei paraggi. In pochi minuti sono stati quindi raggruppati e identificati anche quelli che erano ancora in battuta. Tutti insieme sono stati portati in caserma, a Tagliacozzo, e accusati di caccia di frodo per aver abbattuto quattro esemplari adulti di capriolo, appartenenti a specie protetta. C’è stato così il sequestro di carcasse degli animali e di sei armi, tra cui carabine e fucili. Sarebbero proprio quelle le armi utilizzate per l’abbattimento degli esemplari di animali protetti. Tutti e sei rischiano pesanti sanzioni penali e la sospensione del porto d’armi da uno a tre anni. I controlli continueranno anche nei prossimi mesi. L’assorbimento di funzioni e personale del Corpo forestale sta portando i primi risultati contro il bracconaggio anche se, in realtà, le funzioni del nuovo organismo sono anche quelle di difesa del patrimonio agro-forestale italiano, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, il controllo sulla sicurezza della filiera agroalimentare e il contrasto delle cosiddette ecomafie. (p.g.)

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