Caccia ai reperti col metal detector

Denunciato 31enne nella zona di Peltuinum. I carabinieri: ricerche archeologiche non autorizzate
L’AQUILA. Trovato nell’area archeologica di Peltuinum col metal detector in mano, mentre è a caccia di reperti nel sottosuolo. I carabinieri della stazione di San Demetrio ne’ Vestini, diretti dal maresciallo Alessandro Mastropietro, hanno denunciato un aquilano per ricerche archeologiche non autorizzate, reato per il quale è prevista la pena dell’arresto fino a un anno e dell’ammenda da 310 a 3.099 euro. L’uomo, un 31enne, a seguito di una segnalazione, è stato trovato dai militari ancora intento a cercare materiale di interesse archeologico.
«Quest’ultima denuncia», fanno sapere i carabinieri, «è il frutto di continui servizi finalizzati al monitoraggio e alla vigilanza continua dei siti di interesse archeologico del circondario aquilano». Tra questi anche il teatro e l’anfiteatro di Amiternum. L’operazione dei carabinieri ha ricevuto «il plauso unanime delle autorità locali e testimonia la collaborazione quotidiana tra i militari dell’Aquila e il ministero dei Beni e le attività culturali e il Comando carabinieri tutela patrimonio culturale di Ancona, competente sull’Abruzzo, in uno sforzo unanime finalizzato a infrenare questi delitti».
Nel corso dei servizi di controllo (contro i furti e la guida sotto l’effetto di alcol e droghe) sono state denunciate 24 persone ed è stato effettuato un arresto per tentato furto aggravato in abitazione a Coppito. I carabinieri della Compagnia dell’Aquila, guidati dal capitano Francesco Nacca, hanno contestato ai denunciati vari reati, dalla minaccia e violenza privata alla truffa, dalla guida in stato di ebbrezza al porto illegale di armi, passando per l’abbandono di rifiuti speciali e i maltrattamenti in famiglia.(e.n.)
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