Caccia alle imprese che hanno lavorato male
L’AQUILA. Già nel dicembre scorso, entrando nel vivo del problema dei consumi anomali a carico degli assegnatari degli alloggi, l’assessore Lelio De Santis aveva deciso che il Comune avrebbe chiesto...
L’AQUILA. Già nel dicembre scorso, entrando nel vivo del problema dei consumi anomali a carico degli assegnatari degli alloggi, l’assessore Lelio De Santis aveva deciso che il Comune avrebbe chiesto conto alle imprese costruttrici se avesse riscontrato collegamenti tra tali anomalie e le modalità di costruzione. Ora, dati e «prove» alla mano, De Santis spiega che alcune imprese hanno avuto delle responsabilità nella disparità tra i consumi non solo tra diversi quartieri del Progetto Case, ma anche tra piastre e tra piani di uno stesso edificio. Generando situazioni paradossali di utenti costretti a pagare molto più rispetto ad altri. Il Comune intende rivalersi sulle imprese. «In alcuni casi la disparità dei consumi è stata dovuta all’inefficienza dei costruttori», ha chiarito De Santis. «Abbiamo verificato che ogni piastra aveva un consumo diverso. Le imprese saranno chiamate a risponderne». Non solo: il sindaco ha inviato una lettera al capo della Protezione civile Franco Gabrielli in cui vengono chiesti «i contratti di affidamento dei lavori; il capitolato d’appalto e i certificati energetici asseverati dai direttori dei lavori al momento della realizzazione». Inoltre, grazie al nuovo metodo di calcolo dei consumi, si va a risolvere un altro problema, sempre dovuto all’inefficienza delle imprese: quello dei piani terra, le cosiddette «piastre sprecone»: da sole consumano «il 42% rispetto al resto degli alloggi», ha detto De Santis, «per una serie di errori, come la mancata coibentazione tra alloggi e garage». C’è poi l’aspetto delle polizze fideiussorie. «Quelle presentate sinora danno garanzia soltanto per la parte infrastrutturale: le polizze non coprono i danni e non possiamo limitarci a questo». (m.g.)
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