Caccia da vietare, maggioranza divisa

Il caso Madonna Fore. D’Angelo contrario allo stop proposto da Biondi e Taranta
L’AQUILA. Si fa fatica a trovare un accordo in merito alla possibilità di vietare la caccia nell’area Madonna Fore-San Giuliano, così come proposto dal sindaco Pierluigi Biondi e dall’assessore all’Ambiente, Fabrizio Taranta al responsabile dell’Atc territoriale, in vista dell'imminente riapertura delle attività venatorie.
Un’ipotesi che però trova qualche resistenza anche all’interno della stessa maggioranza: «La sicurezza dei sentieri frequentati da escursionisti e camminatori non è in discussione dal momento che le regole vigenti già prescrivono una distanza minima che li mette al riparo dalle attività venatorie», spiega a tal proposito Daniele D’Angelo, consigliere comunale di Forza Italia. «Interdire intere aree alla caccia rischierebbe invece di aumentarne la pericolosità causata dalla fauna selvatica, oltre a mettere a rischio le abitazioni e le attività che insistono in quella zona». Del resto, più volte è stata segnalata la presenza di cinghiali e di altri animali selvatici. «I cinghiali», spiega D’Angelo, «tendono a stanziare e a riprodursi nelle aree nelle quali sanno di essere al sicuro. Bandire dunque la caccia dall’intera zona significa attirare la fauna selvatica, favorirne l’avvicinamento alle case ed esporre gli stessi camminatori al pericolo di aggressione. Senza contare il rischio di peste suina di cui le attività venatorie contribuiscono a limitare la diffusione, soprattutto nelle vicinanze degli allevamenti. Non è in discussione la necessità di garantire la sicurezza degli aquilani e dei turisti che percorrono i bellissimi sentieri della nostra città», osserva il consigliere, «ma già esistono a questo scopo rigorose regole di distanziamento. Creare zone franche per cinghiali e fauna selvatica non solo metterebbe a rischio abitazioni e attività agricole e zootecniche ma costituirebbe un pericolo per gli stessi frequentatori delle nostre montagne». (fab.i.)
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