Cade sotto ai portici, paga il Comune

16 Maggio 2018

Condannato a versare 16mila euro alla passante per le lesioni riportate: pavimentazione bagnata dopo il lavaggio

SULMONA. La Corte d’appello dell’Aquila ha ribaltato una sentenza del Tribunale di Sulmona relativa ai danni riportati da una passante caduta lungo i portici di via De Nino a causa della pavimentazione scivolosa.
La mattina del 18 agosto 2011, intorno alle 7.30, una signora scivolò mentre percorreva i portici, dove non si trovava nessuna segnalazione delle operazioni di lavaggio che una ditta incaricata dal Comune di Sulmona aveva appena eseguito. Cadendo la donna riportò varie lesioni, tra cui la frattura scomposta del polso destro. Dopo un primo periodo di cure e prima di affrontare la riabilitazione, la donna si rivolse al Tribunale per un accertamento tecnico preventivo che il giudice affidò al medico legale Ildo Polidoro, il quale ritenne che i postumi invalidanti fossero del 6%.
Nel successivo giudizio di merito sono stati ascoltati alcuni testimoni che avevano visto la donna «letteralmente volare all’altezza del tabaccaio» e «averla sentita urlare per il dolore dopo la caduta».
Uno di loro, in particolare, aveva riferito di aver egli stesso evitato per un soffio di cadere proprio per le condizioni della pavimentazione. Ma il Tribunale, con una stringata sentenza del 2016, aveva ritenuto che «la scivolosità del pavimento per la presenza di acqua debba essere considerata quale fattore probabilmente riconducibile alla condotta di terzi e, in ogni caso, imprevedibile ed inevitabile, e come tale idoneo ad integrare gli estremi del caso fortuito».
Da qui il rigetto della domanda e la condanna della donna a pagare le spese legali. Con la citazione in appello la donna, assistita dall’avvocato Vincenzo Colaiacovo, ha ricostruito con l’ausilio di termini giuridici più appropriati la vicenda e la Corte d’appello, depositando una sentenza di 15 pagine, redatta dal consigliere Francesco Filocamo, ha ripercorso l’iter della responsabilità degli enti pubblici per le cose in custodia (quindi anche strade e luoghi accessibili al transito), riprendendo anche un recentissimo indirizzo della Cassazione, ha condannato il Comune a risarcire il danno, quantificato in circa 16 mila euro, e a pagare le spese di tutti i gradi di giudizio.
«È del tutto evidente, per le ragioni esposte nell’atto di appello, che i dipendenti del Consorzio che effettuarono il lavaggio dei portici non possono qualificarsi terzi rispetto al Comune su incarico e nell’interesse del quale operavano», scrivono ancora i giudici del Collegio presieduto da Giuseppe Iannaccone. Una sentenza che avrà conseguenze di grande rilievo per le molte cause pendenti tra cittadini e Comune, tanto davanti al giudice di Pace che davanti al Tribunale di Sulmona.
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