Cadono calcinacci da Palazzo Carli Il Pd: zone rosse aperte e insicure

1 Settembre 2023

L’AQUILA. «Constatiamo ogni giorno che la retorica della rinascita non lascia spazio alla dovuta attenzione alla incolumità dei cittadini»: è l’accusa che lancia il Partito democratico dell’Aquila...

L’AQUILA. «Constatiamo ogni giorno che la retorica della rinascita non lascia spazio alla dovuta attenzione alla incolumità dei cittadini»: è l’accusa che lancia il Partito democratico dell’Aquila all’indomani di quanto avvenuto a Palazzo Carli, dove si è staccato un pezzo di puntellamento che ha danneggiato seriamente un’automobile parcheggiata sotto l’edificio, per fortuna senza feriti. «Ci chiediamo: che cosa sarebbe accaduto se sotto il palazzo, in quel momento, si fossero ritrovate delle persone? Fuori dall’asse centrale del centro storico», lamenta il Pd in una nota, «lontano dalle luci degli eventi, piazze e strade restano ancora al buio, in alcuni casi soffocate dalle erbacce o, peggio, da residui di macerie, tra puntellamenti che necessiterebbero di manutenzione, cantieri e auto parcheggiate alla rinfusa».
«In pochi ricordano, oramai, che alcune porzioni di centro storico sono ancora “zona rossa”», continuano i dem aquilani, «basterebbe scaricare dal sito del Comune la mappa allegata all’ultima ordinanza di riperimetrazione, datata primo agosto 2023, per constatare quante siano, ancora oggi, le zone rosse in città. E qui sta il punto: l’area dinanzi Palazzo Carli, e tutt’intorno all’edificio, compreso il tratto di via Roma che scende da piazza Santa Margherita, è “zona rossa”; eppure, fino a ieri l’area era fruibile, percorsa regolarmente da pedoni e automobili, tant’è vero che la piazza sotto il palazzo è diventata uno dei tanti parcheggi di fortuna del centro storico».
Il Partito democratico punta il dito contro l’amministrazione del sindaco Biondi, ricordando «che il suo compito sarebbe amministrare la città, e tra i compiti che spettano a una amministrazione vi è la cura della sicurezza dei cittadini – all’Aquila più che altrove – prioritaria rispetto alla propaganda politica. Come è possibile che una “zona rossa” fosse regolarmente fruibile e attraversabile? Quante altre “zone rosse” sono aperte a cittadine e cittadini? E qual è lo stato dei puntellamenti, e degli edifici puntellati, in centro storico?».
C’è infine la questione della ricostruzione pubblica, «non ancora partita in molte zone del centro storico. Purtroppo, l’amministrazione presta attenzione esclusivamente all’asse centrale: basta andare un po’ più in là», conclude la nota del Pd, «verso la periferia che, evidentemente, inizia dal centro storico, per trovare abbandono e incuria, una L’Aquila non ancora ricostruita, pericolosa e inaccessibile».