Calenda dà il via al congresso: «All’Aquila partito in crescita»

Il segretario nazionale presenta il suo nuovo libro all’Auditorium con Verini, Sottanelli e i 130 iscritti: «Nati come centro riformista, in Abruzzo siamo sempre più ramificati con gli amministratori locali»
L’AQUILA. È arrivato da solo e quasi in incognito dall’ingresso di viale delle Medaglie d’Oro. Ha dribblato la folla che lo aspettava trepidante fuori dall’Auditorium, per continuare la sua passeggiata, sempre da solo, nel Parco. Ha raggiunto il Forte, poi è finalmente tornato indietro. «Siamo un Paese che ha più siti Unesco e L’Aquila ha delle cose incredibili, strepitose, ho appena fatto un giro del Forte spagnolo. Ma siamo il Paese che meno le visita, conosciamo pochissimo»: questo l’esordio in città di ieri pomeriggio del leader nazionale di Azione Carlo Calenda, arrivato “ufficialmente” per presentare all’Auditorium del Parco il suo libro “La libertà che non libera”.
Ma soprattutto era atteso dai 130 iscritti del suo partito all’Aquila, al via della fase congressuale della sezione cittadina. Tra loro spiccava il consigliere comunale Enrico Verini. Ed era atteso dagli iscritti venuti da tutto l’Abruzzo sotto la guida del deputato e segretario regionale Giulio Sottanelli. A loro Calenda ha dettato la linea: «Tutti parlano di destra e sinistra, ma nessuno parla di come fare le cose che devono essere fatte. Noi siamo nati come centro riformista per superare il conflitto tra destra e sinistra. Ciò che ci definisce è ciò che facciamo, basta bandierine». Poi ancora: «Oggi abbiamo un consigliere comunale in città. E abbiamo un deputato in regione. Insomma incominciamo a essere sempre più ramificati e presenti in Abruzzo, soprattutto con gli amministratori locali che sanno amministrare che per noi è la cosa più importante». Sul governo Meloni: «È ancora presto per poter esprimere un giudizio complessivo sull’esecutivo ma è certo che sulla manovra di bilancio il giudizio è per larga parte negativo: abbiamo proposto alternative io spero che vengano raccolte. Anche sull’immigrazione mi pare che si siano fatti molti passi falsi, francamente mi aspettavo un po’ di più».
Ma da Calenda ci si attendeva anche una presa di posizione – da senatore e da leader di un partito nazionale – sui trasporti ferroviari. Anche perché, durante la presentazione del libro, si sarebbe confrontato con i rappresentanti del Comitato L’Aquila Collegamenti Ferroviari Veloci, arrivati, appunto, per portare alla sua attenzione la questione dei collegamenti della città con la Capitale e con Pescara. E la sua presa di posizione è arrivata, in particolare sul progetto della linea L’Aquila-Roma: «Io sono abituato a tenere al minimo il tasso di balle. Siccome non sono al governo, prendere un impegno non standoci sarebbe ridicolo. Se non quello di appoggiarlo in Parlamento, come è giusto, come L'Aquila si merita».
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