Call center, è scontro tra sindacati e Cretarola

L’AQUILA. Scontro tra i sindacati (Cgil, Cisl, Uil) e il presidente del consorzio Lavorabile Venanzio Cretarola sulla vertenza che coinvolge il comparto del contact center aquilano che gestisce la...
L’AQUILA. Scontro tra i sindacati (Cgil, Cisl, Uil) e il presidente del consorzio Lavorabile Venanzio Cretarola sulla vertenza che coinvolge il comparto del contact center aquilano che gestisce la grande commessa Inps-Inail-Equitalia: 560 lavoratori, di cui 70 della Transcom e tutti gli altri del consorzio in subappalto Lavorabile. Un botta e risposta che esce allo scoperto dopo che nei mesi scorsi, prima ancora delle elezioni, si coglieva fra le righe e con toni più sommessi. A lanciare strali contro i sindacati è Cretarola, che all’indomani della conferenza stampa convocata dalle tre sigle confederali dice la sua, suscitando la reazione di Marilena Scimia e Francesco Marrelli della Cgil, Piero Francazio della Uil e Antonio De Simone della Cisl, che rispondono: «Cretarola va in confusione. Il giorno dopo ci si dimentica quel che si è fatto il giorno prima». All’inizio della settimana sono state aperte le buste con i nomi delle società che concorrono per la nuova gara d’appalto per l’affidamento della commessa nazionale (sono quattro raggruppamenti d’imprese: Transcom, Covisana e Almaviva; Comdata e Network Contact; Abramo e Innova e, infine Gpi di Trento e il Consorzio Lavorabile) e i sindacati hanno chiesto di estendere il contratto unico delle Telecomunicazioni anche a tutti i dipendenti che sono in regime contrattuale di cooperativa sociale oppure assunti con contratti temporanei tramite agenzie interinali, facendo così rispettare per tutti la clausola sociale prevista nel bando. Durante la conferenza stampa finita sotto accusa da parte di Cretarola, i sindacati avevano ribadito la loro preoccupazione per il futuro lavorativo dei dipendenti del comparto, in quanto la “committente” Inps non ha mai dato certezze di garanzia del mantenimento della continuità lavorativa per i dipendenti, ad esempio assicurando la territorialità, che garantirebbe, appunto, i posti di lavoro nel momento del passaggio da una gestione all’altra. «Dopo mesi di latitanza Cgil, Cisl e Uil, hanno di nuovo affermato che ai 250 lavoratori di Lavorabile, dipendenti delle cooperative sociali, non si applica la clausola sociale che dovrebbe garantire la continuità occupazionale con il nuovo gestore della commessa», tuona Cretarola. «Grazie alle battaglie portate avanti solo dall’associazione “Lavoriamo per L’Aquila”, l’Inps ha chiarito che la clausola riguarda non solo le cooperative, ma anche i circa 60 interinali. I sindacati avevano anche sostenuto per mesi che i subappalti erano esclusi dalla clausola, ma sono stati smentiti anche su questo. I tre sindacati hanno sostanzialmente incitato le aziende aggiudicatarie della commessa Inps a licenziare i lavoratori delle cooperative e gli interinali. Fortunatamente hanno torto. Il vero problema è che i tre sindacati in un anno non hanno mai nemmeno chiesto all'Inps di inserire nel bando di gara in corso la corretta applicazione della legge sulla clausola prevedendo esattamente la stessa cosa prevista nel settore dei trasporti pubblici: nei bandi va chiarito che, nei cambi di gestione degli appalti, i contratti di lavoro del personale non cessano ma continuano con il nuovo gestore». Dura la replica di Cgil, Cisl e Uil: «Cretarola fu artefice dell’applicazione del contratto nazionale delle coop sociali. Le organizzazioni sindacali già dal 2011 chiedevano la trasformazione del contratto delle cooperative nel contratto delle telecomunicazioni, con risposta di diniego dall’allora presidente del Consorzio, Cretarola. In questi mesi proprio lui ha distratto l’attenzione dei lavoratori affrontando vicende che nulla hanno in comune con il cambio di appalto della commessa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

