Call center Inps, l’appello: «Evitare dramma sociale»

18 Marzo 2017

I 560 addetti scrivono al prefetto per avere informazioni sul loro futuro «Regna il silenzio, non sappiamo che intenzioni abbia il presidente Boeri»

L’AQUILA. Un accorato appello al prefetto e alle istituzioni locali, per quello che potrebbe diventare un vero dramma sociale, con 560 persone che rischiano il posto di lavoro.

Gli operatori del call center Lavorabile, l’azienda più grande della città, hanno scritto al prefetto Giuseppe Linardi, a parlamentari e amministratori e ai sindacati: dopo le parole del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha gelato le aspettative dei lavoratori aquilani sul nuovo bando per la commessa Inps-Inail-Equitalia, preoccupa anche il silenzio delle istituzioni locali, che finora si sono battute per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

«Non siamo stati nemmeno in grado di sapere», scrivono i 560 addetti dell’associazione Lavori@amo per L’Aquila, «se qualcuno è riuscito ad interloquire con il presidente Boeri o con il nuovo direttore generale, l’aquilana Di Michele, e quali risposte hanno fornito sulle loro intenzioni. Stiamo semplicemente chiedendo le informazioni che l’Inps è tenuto a fornire, e cioè come intende garantire la continuità occupazionale che è prevista chiaramente dalle norme di settore».

Gli operatori ricordano le condizioni che devono essere presenti nel bando, per non vanificare il contenuto della norma e creare un "danno erariale", nel caso di sostituzione degli attuali addetti: applicazione della clausola sociale anche al personale delle aziende in subappalto; garanzia formale della continuità dei rapporti di lavoro in essere mediante la formula giuridica della cessione del contratto individuale di lavoro all’azienda subentrante, senza interruzione; previsione formale dei requisiti minimi di esperienza professionale nelle attività oggetto del bando di gara; clausole di garanzia esplicite contro i trasferimenti ingiustificati presso sedi di lavoro diverse; premialità per l’occupazione di disabili oltre la quota d’obbligo.

«Queste», sottolineano i lavoratori, «sono anche le condizioni per la tutela dei livelli qualitativi di un servizio pubblico nazionale di fondamentale importanza. Chiederemo un incontro con i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil del settore Tlc, per concordare preventivamente i contenuti sui quali chiedere all’Inps un immediato confronto».

«Ci auguriamo», concludono, «che questo documento non rappresenti una sorta di "testamento sociale", che preluda a un esito drammatico e inaccettabile».

Fin qui la presa di posizione degli operatori che confidano in una risposta concreta dalle istituzioni e non in interventi di circostanza.

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