Call center Inps, un nuovo appello

11 Settembre 2021

L’Ugl: «Va applicata la clausola sociale per salvaguardare i 560 dipendenti»

L’AQUILA. «L’Inps applichi la clausola sociale per i dipendenti del contact center o assisteremo a un disastro occupazionale». L’Ugl torna a dare l’allarme sul destino dei lavoratori di Comdata e Network Contact, le due società che, dal 2019, gestiscono in Ati la commessa del call center dell’ente previdenziale. Si tratta, in totale, di oltre 3 mila addetti, 560 dei quali impiegati nella sede dell’Aquila. L’istituto, entro la fine del 2021, vuole reinternalizzare il servizio, che in questi anni è stato dato in appalto a ditte esterne, affidandolo a una propria controllata. Per compiere questo passaggio, però, Inps intende indire un concorso pubblico aperto a tutti, mentre l’Ugl, ma anche gli altri sindacati confederali, chiedono che venga riassorbita l’attuale forza lavoro, nel rispetto della clausola sociale. Quest’ultima, ha affermato ieri in conferenza stampa Venanzio Cretarola, segretario regionale Ugl telecomunicazioni Abruzzo, «si applica anche alle società in house, come dimostrano diverse sentenze del Tar e della Cassazione». Con una selezione pubblica, invece, alla quale parteciperanno, presumibilmente, decine di migliaia di persone, molti degli attuali dipendenti, dopo anni di servizio e nonostante un bagaglio di competenze acquisite, correrebbero il rischio di rimanere esclusi. I primi a fare le spese di questa procedura, secondo il sindacato, saranno i dipendenti non diplomati, tagliati fuori già dal principio: solo all’Aquila sono 35 (su 560 totali). Alla conferenza di ieri erano presenti i consiglieri comunali Paolo Romano, Stefano Palumbo, Americo Di Benedetto, Marcello Dundee e Giancarlo Della Pelle. (ro.ciu.)