Call center Lavorabile, tutti col fiato sospeso Ritardi per l’arrivo della nuova commessa

1 Maggio 2018

L’aggiudicazione della commessa era attesa per fine marzo. Ma le procedure del bando si stanno rivelandosi insidiose, tra ritardi e ricorsi. Festeggeranno il Primo Maggio col fiato sospeso anche i...

L’aggiudicazione della commessa era attesa per fine marzo. Ma le procedure del bando si stanno rivelandosi insidiose, tra ritardi e ricorsi. Festeggeranno il Primo Maggio col fiato sospeso anche i 560 operatori del contact center Lavorabile (nella foto), che stanno lavorando in proroga fino a giugno alla mega commessa Inps. Un settore, quello dei call center, che nel territorio aquilano dà lavoro a oltre 2000 persone, ma spesso senza tutele per il futuro, con contratti precari e retribuzioni minime. E a farne le spese, sono soprattutto i giovani, che accettano condizioni lavorative e contrattuali poco dignitose, pur di vedere a fine mese una busta paga. La Regione ha lanciato da tempo il progetto di creare all’Aquila un polo di eccellenza dei call center, puntando sulla formazione continua e sulla ricerca. Ma nel frattempo la realtà parla un’altra lingua: oltre ai 560 operatori di Lavorabile, hanno poco da festeggiare anche i colleghi del call center Ecare di Monticchio, dove non si è risolta la vertenza dei 100 esuberi annunciati dall’azienda. A Pettino, i lavoratori del consorzio, che gestisce in subappalto dalla Transcom la commessa dell’Inps, attendono con ansia l’esito del bando. Ma lo scorso 11 aprile la commissione di gara ha revocato la precedente determina con cui era stata esclusa l'associazione di imprese capeggiata da Comdata: c’è stato un ricorso al Tar del Lazio, vinto dal concorrente escluso e quindi la procedura di aggiudicazione è in corso, nonostante manchino due mesi alla scadenza della proroga. Inoltre, per la tutela del personale dovrà essere applicata la clausola sociale, ma ad oggi non ci sono garanzie sul mantenimento della territorialità, con il rischio di trasferimenti. Sulla vicenda Ecare, dopo la dichiarazione di 200 esuberi a livello nazionale, di cui 100 tra i 400 operatori del sito aquilano, è stato aperto al Mise un tavolo istituzionale: la situazione è in stand-by, dopo che la commessa di Poste Italiane è stata ridimensionata, dopo una sentenza del Tar. Si cercano spiragli da altre commesse e l'azienda ha parlato di mobilità volontaria e contenimento dei costi. (r.s.)