Call center, parte la trattativa nazionale

Per i dipendenti di “Lavorabile” i sindacati chiedono di salvaguardare tutti i posti di lavoro
L’AQUILA. Partita la trattativa per il nuovo bando di gara della commessa Inps-Inail-Equitalia, che occupa 2300 persone e coinvolge anche i 560 operatori del call center Lavorabile.
Nei prossimi giorni saranno ufficializzati tempi e modalità di gestione in continuità della commessa, che verrà rinnovata, dal 31 dicembre, in attesa dell’appalto. Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl-Telecomunicazioni hanno sottolineato la necessità di porre una particolare attenzione alla salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale, da intendersi sia per i lavoratori impiegati nell’appalto diretto che per quelli in subappalto. L’Inps, per il momento, ha posto dei paletti: sì al subappalto, ma nei limiti del 20%. Invece, sull’applicazione della clausola sociale ai lavoratori delle aziende subappaltrici, si dovrà attendere la risposta dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, chiamata a interpretare la norma.
Le segreterie nazionali hanno sottolineato che l’obiettivo resta la tutela degli attuali lavoratori, che si lega anche al mantenimento della qualità del servizio erogato, qualità resa possibile dalla professionalità acquisita nel tempo dagli operatori. Hanno poi ribadito la necessità che «nella formulazione del nuovo bando sia tenuta in considerazione la nuova normativa che prevede che il prezzo dell’offerta non possa essere inferiore al costo del lavoro contrattuale, nonché che sia dato particolare valore al punteggio tecnico in modo da arginare il rischio di massimo ribasso camuffato». Un’altra richiesta è che nel nuovo bando sia inserito il divieto di delocalizzazione e quello di subappalto, in modo da garantire i livelli occupazionali nel nostro Paese ed evitare lo sfilacciamento della filiera e il possibile abbassamento di salario e diritti. «I vertici Inps», affermano i sindacati, «hanno confermato che considerano il servizio di customer care come nevralgico per la loro relazione coi cittadini. Ritengono che la qualità del servizio erogato sia fondamentale e ribadiscono il loro impegno nella formazione costante degli operatori. Per questo motivo, fino a oggi la scelta di non delocalizzare è stata conseguenza naturale, legata in primis alla necessità di una formazione costante e perciò vicina alle proprie sedi territoriali». Le tempistiche sono legate all’approvazione dell’Agid (Agenzia per l’Italia digitale) e dell’Anac.(r.s.)
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