Call center, perplessità sul nuovo bando di gara

Lolli: «Dobbiamo impegnarci affinché i lavoratori non vengano trasferiti» Annunciata una mobilitazione se il territorio dovesse essere penalizzato
L’AQUILA. Un bando che soddisfa solo in parte le aspettative, quello pubblicato dall’Inps per l’affidamento della commessa nazionale che coinvolge anche i 560 operatori aquilani del call center Lavorabile. Suddiviso in tre lotti, il bando ha un importo a base d’asta di 182 milioni, che diventano 223 aggiungendo l’Iva, e scade a fine giugno. Entro l’estate si conoscerà l’azienda vincitrice e nel frattempo i contratti dei lavoratori saranno rinnovati fino al 31 dicembre, per completare le procedure di aggiudicazione della gara. Il bando appena uscito è stato al centro del tavolo istituzionale convocato dal vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, alla presenza della senatrice Stefania Pezzopane, del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, di sindacati e Rsa e delle società locali che operano nel settore: va avanti il progetto di costruire all’Aquila un polo innovativo dei contact center, anche alla luce dell’opportunità rappresentata dalla sperimentazione del 5G. Intanto, si lavora per offrire maggiori tutele agli addetti di Lavorabile: «Avendo ascoltato i diversi pareri», spiega Lolli, «e partendo dalla lettura testuale del bando che garantisce gli attuali livelli occupazionali, la valutazione che mi sento di dare è che siamo di fronte a un primo risultato positivo, frutto dell’iniziativa che tutti noi collettivamente abbiamo intrapreso da diversi mesi a questa parte. Tuttavia rimangono serie criticità e gravi preoccupazioni: sulla necessità che sia chiarita la collocazione territoriale all’Aquila di tale occupazione; sulla qualità del servizio vista la previsione su questo aspetto dell’offerta al massimo ribasso; sull’uniformità di trattamento nei confronti dei lavoratori. Per questi motivi continueremo le iniziative per far valere i nostri diritti anche con la stipula di un contratto territoriale - che il bando prevede e che è già stato realizzato in altre occasioni con accordi nazionali tra le parti - e che utilizzeremo per tutelare i nostri lavoratori e il nostro territorio». Lolli ribadisce che «verrà messa in campo la mobilitazione dell’intera comunità, qualora dovesse determinarsi un’ ingiusta penalizzazione». Nel tavolo, come annunciato dalla senatrice Pezzopane, «si è intanto deciso di utilizzare il 4 per cento dei fondi per la ricostruzione per programmi a sostegno della formazione di questi lavoratori e per l’innovazione nelle strutture. Spiace che l’Inps non abbia voluto recepire anche le nuove norme del codice appalti, che entrano in vigore il 20 maggio e che avrebbero garantito anche sulle percentuali del costo del lavoro e sui ribassi».
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