Call center, più vicina la scelta del gestore

L’AQUILA. Aperte le buste della gara Inps, una delle commesse pubbliche più importanti, che coinvolge anche i 560 operatori del call center aquilano Lavorabile, che finora hanno lavorato in...
L’AQUILA. Aperte le buste della gara Inps, una delle commesse pubbliche più importanti, che coinvolge anche i 560 operatori del call center aquilano Lavorabile, che finora hanno lavorato in subappalto per Transcom. L'offerta commerciale è stata vinta dalla cordata Comdata-Network, al secondo posto si è classificato Gpi-Nethex Care spa e al terzo la cordata Transcom-Visiant. Ma la procedura, partita a maggio del 2017, non è ancora conclusa: l’ente procederà all’aggiudicazione provvisoria, dopo aver tenuto conto sia del punteggi dati all’offerta tecnica che di quelli dell’offerta economica. Già annunciati ricorsi, che dilateranno ulteriormente i tempi. Una volta ufficializzato il nome del vincitore, si aprirà la fase della trattativa sindacale, che sarà incentrata sull’applicazione della clausola sociale, per la tutela dell’attuale personale, estesa anche ai lavoratori in subappalto. Altro punto cruciale sarà la cosiddetta territorialità, cioè la definizione della localizzazione territoriale, per evitare che la sede di lavoro venga cambiata. Nel frattempo, gli addetti del call center cittadino continueranno a lavorare in proroga: l’ultima è in scadenza il 31 dicembre. Al bando hanno partecipato quattro associazioni temporanee di imprese: Transcom-Covisian-Almaviva, Comdata-Network Contact, Abramo-Innova e Gpi-Consorzio Lavorabile. Alla commessa Inps-Inail-Equitalia lavorano 2300 persone in tutta Italia, di cui una fetta cospicua è impiegata nel call center Lavorabile di Pettino, il più grande dei 10 nazionali: la gara da 182 milioni di euro sta tenendo col fiato sospeso i 560 operatori. Si è andati avanti con proroghe di sei mesi in sei mesi, in attesa dell’esito del bando, che veniva dato per concluso entro lo scorso marzo, ma che si è prolungato dopo che il Tar del Lazio ha annullato, in seguito a un ricorso, l’esclusione di una delle cordate concorrenti. E anche ora, dopo l’apertura delle buste, si profilano ricorsi all’orizzonte. Gli operatori aquilani sono stati protagonisti di una lunga fase di mobilitazione per la difesa dei loro diritti: la vertenza è partita nel 2016 e ha visto L'Aquila guidare le iniziative nazionali: si sono fatti passi in avanti e il bando, che inizialmente prevedeva il massimo ribasso sul costo del lavoro, è stato modificato in itinere, con l'introduzione della clausola sociale che tutela il personale attualmente occupato e con la quale si dà continuità al rapporto lavorativo in caso di cambio di azienda appaltatrice.
Il settore dei call center, caratterizzato da precariato e rischio delocalizzazione, dà lavoro a 2.200 persone nell’Aquilano, distribuite su 7 aziende. (r.s.)
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