Call center, sindacati dal ministro Orlando

L’AQUILA. Continua la mobilitazione di sindacati e istituzioni per salvaguardare i 530 operatori del call center Comdata, che lavorano alla commessa nazionale dell’Inps. L’internalizzazione del...
L’AQUILA. Continua la mobilitazione di sindacati e istituzioni per salvaguardare i 530 operatori del call center Comdata, che lavorano alla commessa nazionale dell’Inps. L’internalizzazione del servizio, senza il rispetto della clausola sociale, sta mettendo a rischio i posti di lavoro anche degli addetti aquilani. Dopo l’incontro nei giorni scorsi tra il presidente Pasquale Tridico e il sindaco Pierluigi Biondi, nella serata di venerdì i segretari di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno incontrato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, in occasione della sua visita all’Aquila per partecipare all’assemblea del Pd Abruzzo. I sindacati, nel ringraziare il ministro Orlando per la disponibilità dimostrata, ritengono l’incontro molto proficuo: «Con il ministro siamo stati molto attenti e puntuali», scrivono, «nel sottolineare le problematiche che stanno vivendo i lavoratori di Comdata , nell’ambito del processo d’internalizzazione, visto che permane l’ostinato rifiuto , da parte dell’Inps, ad applicare la clausola sociale, preferendo una selezione pubblica di cui, ad oggi, si ignorano del tutto criteri e meccanismi che permettano, nel rispetto del processo selettivo, di non disperdere le professionalità acquisite e, soprattutto, di non trasformare questa internalizzazione, pienamente condivisibile, in un dramma occupazionale per centinaia di persone». Secondo Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, «la selezione non dà alcuna garanzia di continuità e causerà la perdita dei posti di lavoro, a partire da coloro che non hanno il titolo di studio necessario per partecipare, oltre le 100 unità di Ader che Tridico ha escluso dal processo, pur essendo impegnati sulla commessa. La nostra richiesta al ministro è stata chiara: attuare tutti i controlli da parte del ministero del Lavoro, affinché ci siano le dovute verifiche sull’operato dell’Inps riguardo il processo di internalizzazione, a cominciare dai pareri che avallano l’utilizzo delle selezione pubblica anziché l'applicazione della clausola sociale. Pareri formalizzati dalla Funzione pubblica e dall'avvocatura dell’Inps, ma che a nessuno è dato conoscere».

