Call center, torna l’allarme occupazione
Cretarola (Cisal): «Situazione grave per il mancato rispetto della clausola sociale di salvaguardia»
L’AQUILA. Si è parlato anche del “caso L’Aquila”, al Mise, durante l’ultimo tavolo nazionale dedicato alle problematiche del settore dei call center. A sollecitare la «massima attenzione» sulle fasi conclusive del bando Inps, che coinvolge i 560 operatori del contact center di Pettino Lavorabile, è stato il coordinatore nazionale Cisal Venanzio Cretarola, che ricopre anche il ruolo di presidente dell’associazione Lavori@amo per L’Aquila. Cretarola ritiene «gravissima», la situazione dei maggiori call center cittadini, «nei quali si sta avviando una fase di riduzione di personale originata dal medesimo problema: il mancato rispetto della legge sulla clausola sociale di salvaguardia dell’occupazione preesistente, nei casi di cambio di gestore delle commesse di lavoro» Nelle ultime settimane, oltre all’attesa per l’individuazione del nuovo gestore della mega commessa Inps affidata in subappalto dalla Transcom al sito aquilano, sono esplose altre due vertenze: a 29 operatori interinali di Customer 2 Care non sono stati rinnovati i contratti e altri 34 posti di lavoro sono a rischio alla ex Ecare di Monticchio. Al tavolo convocato dal ministero del Lavoro hanno partecipato nove sigle sindacali e le due associazioni datoriali Asstel e Assocontact. «La Cisal», afferma Cretarola, che oggi terrà una conferenza sull’argomento, «ha focalizzato l’attenzione sul tema prioritario che rappresenta la precondizione per affrontare tutte le altre problematiche: la corretta applicazione della legge sulla clausola sociale, che viene sostanzialmente disattesa fin dalla sua approvazione nel gennaio 2016. Ciò rischia di vanificare ogni impegno per il futuro del settore. Va cioè garantita la “continuazione” effettiva dei contratti di lavoro preesistenti, unico modo che consente di tutelare i trattamenti normativi ed economici dei lavoratori, di evitare da un lato il dispendio di risorse pubbliche per indennità di disoccupazione e dall’altro l’erogazione alle aziende di agevolazioni di varia natura per l’assunzione degli stessi addetti precedenti, e nel contempo con stipendi ridotti. Questo è l’unico modo anche per garantire parità di condizioni fra le aziende concorrenti, evitando di penalizzare proprio quelle più corrette, oltre che garantire il potere contrattuale del sindacato e dei lavoratori nei casi di riduzione dei volumi di attività e di prezzo».
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