Cam in profondo rosso: buco da 51 milioni

20 Novembre 2018

Il consiglio di sorveglianza approva il bilancio d’esercizio, due anni fa si vantavano utili netti. I debiti ammontano a 111 milioni 

AVEZZANO. Perdite per 51 milioni di euro. E un patrimonio netto che ha il segno negativo per 30 milioni. È questa la situazione finanziaria del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam) che ha approvato il bilancio d’esercizio 2017. Un bilancio scaturito a seguito di una approfondita attività di controllo necessaria alla richiesta di ammissione al concordato in continuità, ma che, soprattutto, contrasta nettamente con i pareggi di bilancio delle precedenti gestioni (o addirittura utili netti, come annunciato con enfasi nel 2016).
Proprio per tale motivo, in un nota integrativa stilata a completamento del bilancio, viene sottolineato che «sin dalle prime attività di verifica contabile, il consiglio di gestione ha riscontrato significative criticità in merito alla corretta tenuta delle scritture contabili».
Gli approfondimenti sono proseguiti, dopo l’insediamento dell’attuale gestione, anche nel corso dell’anno 2018, quando la rilevanza di tali criticità, «tali da incidere significativamente sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale», hanno evidenziato «la necessità di ricorrere a un’operazione di ristrutturazione del debito».
Più in dettaglio, le perdite rilevate dall’analisi e dalle verifiche condotte sono quantificate in 51 milioni di euro, dei quali 43 attengono a esercizi precedenti. I debiti ammontano a 111 milioni di euro e i crediti a 48 milioni di euro. Il patrimonio netto si attesta con un segno negativo di 30 milioni».
Le attività di controllo è stata certificata da due società di revisione. Il consiglio di sorveglianza, su mandato dell’assemblea dei sindaci, ha approvato il documento finanziario dopo una fase di controllo iniziato al momento dell’insediamento. È la prima volta che viene approvato direttamente, piuttosto che farlo approvare dall’assemblea dei sindaci-soci. Il documento di bilancio redatto dal consiglio di gestione è stato approvato dal presidente del consiglio di sorveglianza, Alessandro Pierleoni, dal consigliere Antonio Mostacci e dal consigliere revisore, Felicia Mazzocchi. L’attività di verifica e ricostruzione contabile ha comportato «rettifiche di componenti positivi e soprattutto negativi di reddito (in gran parte relativi ad esercizi precedenti) che hanno concorso a determinare significativamente la perdita dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2017». La chiave di tutto sta in un riesame delle poste patrimoniali in cui sono emersi numerosi «errori con riferimento al bilancio chiuso al 31 dicembre 2016». Vicenda che potrebbe avere strascichi giudiziari.
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